Nuovo anno, nuovi aumenti. Secondo le stime dell’Osservatorio Federconsumatori, nel 2026 le famiglie italiane dovranno far fronte a rincari complessivi pari a 672,60 euro annui, nonostante il previsto calo dei costi energetici. Dopo un 2025 segnato da un rallentamento solo parziale degli aumenti, il prossimo anno si apre dunque con una nuova “stangata” sui bilanci domestici.
A pesare maggiormente saranno le spese alimentari, che cresceranno di 386 euro l’anno (+4,78%), seguite dalle assicurazioni auto (+139,60 euro, +8,80%), anche per effetto dell’innalzamento dell’aliquota sulle polizze infortunio conducente collegate alla Rc auto. In aumento anche i costi dei trasporti (+163,90 euro), della ristorazione (+69,80 euro) e delle tariffe professionali e artigianali (+42,70 euro).
"Noi abbiamo monitorato anche gli ultimi cinque anni - fa sapere Graziano Urbinati, Presidente Federconsumatori Rimini - quindi i costi che le famiglie hanno dovuto sopportare in questi ultimi cinque anni con una perdita di reddito medio di oltre 5000 euro a famiglia. Le bevande analcoliche sono aumentate del 30 per cento negli ultimi cinque anni, sto parlando di un territorio come il nostro. Se passiamo all'abitazione abbiamo avuto degli ambienti di oltre il 40 per cento, servizi sanitari del 10,85, i trasporti del 22,5% ma potrei andare avanti anche su altre voci.
In controtendenza il comparto energetico: le tariffe di luce e gas registrano una riduzione stimata di 332,60 euro annui (-12,69%), ma il beneficio non è sufficiente a compensare i rincari sugli altri fronti. "Naturalmente - aggiunge Urbinati - aspettiamo che questa sia una visione che venga rispettata, che aiuta un attimino per quanto riguarda la povertà energetica le famiglie italiane e le famiglie del nostro territorio".
Preoccupano inoltre gli aumenti legati alla logistica, influenzati dall’incremento delle accise sul diesel, che colpisce in particolare i mezzi più piccoli utilizzati nella distribuzione su gomma, con il rischio di ulteriori rialzi su beni e servizi. "Questa è diventata una sorta di barzelletta - obietta Urbinati -, dalla pubblicazione delle accise annunciate all'inizio di questa legislatura da parte del governo, noi ci stiamo dicendo che le accise sulla benzina vengono ridotte ma vengono aumentate quelle sul diesel. Questo avrà purtroppo un impatto negativo sui consumi. Se pensiamo a tutti i consumi, gli acquisti online che vengono recapitati attraverso i piccoli furgoncini e i piccoli proprietari che naturalmente lavorano per le grandi piattaforme, avrà sicuramente un aggravio e inevitabilmente ricadrà a catena sul consumatore e questo naturalmente non è una misura idonea a questo momento di difficoltà che le famiglie incontrano".
Da qui la richiesta di misure strutturali ancora assenti, come una riforma fiscale equa, la rimodulazione dell’Iva sui beni di largo consumo e interventi mirati contro la povertà energetica e alimentare, per evitare un ulteriore aumento delle disuguaglianze.
Nel video l'intervista a Graziano Urbinati, Presidente Federconsumatori Rimini.