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Studente 25enne trovato morto nell’Adige: prima di sparire aveva raccontato di essere stato aggredito

Ferdinand Nokaj, originario di Fano e residente con la famiglia a Colli al Metauro, studiava a Rovereto. Era scomparso il 30 agosto. Il corpo era stato recuperato il 5 settembre, ma l’identificazione è arrivata soltanto venti giorni dopo

29 set 2026
Ferdinand Nokaj, 25 anni. Foto @ilrestodelcarlino
Ferdinand Nokaj, 25 anni. Foto @ilrestodelcarlino

Per quasi un mese la famiglia lo ha cercato senza sapere che il suo corpo era già stato ritrovato. Si è conclusa nel modo più tragico la vicenda di Ferdinand Nokaj, 25 anni, nato a Fano e residente con la famiglia a Colli al Metauro, nel Pesarese. Da cinque anni viveva a Rovereto, dove studiava all’università. Il giovane era scomparso la sera del 30 agosto.

Il giorno successivo il fratello aveva denunciato la scomparsa ai carabinieri di Fano. Cinque giorni più tardi, il 5 settembre, il corpo di un giovane era stato recuperato sulle rive dell’Adige, a Grumo, nel territorio di San Michele all’Adige. In quel momento, però, nessuno lo aveva collegato al 25enne scomparso. L’identificazione sarebbe arrivata soltanto il 25 settembre, quando il padre è stato accompagnato all’ospedale Santa Chiara di Trento e ha riconosciuto il figlio anche grazie a un tatuaggio sul petto.

Una circostanza rende ora ancora più delicata la ricostruzione delle ultime ore di Ferdinand. Secondo quanto raccontato dalla famiglia, nel pomeriggio del 30 agosto il 25enne aveva riferito di essere stato aggredito a Rovereto durante un litigio con alcuni ragazzi. Sul suo volto sarebbero stati visibili dei segni, documentati anche da una storia pubblicata dal giovane sui social e della quale i familiari avrebbero conservato uno screenshot. Il padre gli aveva consigliato di rivolgersi immediatamente ai carabinieri. Non risulta, però, che Ferdinand abbia poi presentato una denuncia.

Nel tardo pomeriggio il giovane aveva avuto ancora un contatto con il fratello dalla stazione ferroviaria di Rovereto. Poi, alle 19.16, quello che sarebbe diventato l’ultimo scambio di messaggi. Alla domanda del fratello su come stesse, Ferdinand aveva risposto: “Ancora vivo”. Da quel momento non avrebbe più dato notizie. Nel frattempo erano iniziate le ricerche. I genitori, che si trovavano in Albania, erano rientrati immediatamente e già il primo settembre si erano rivolti ai carabinieri. Il padre aveva poi continuato a raggiungere il Trentino, cercando informazioni tra amici e conoscenti del figlio. Gli accertamenti sul cellulare avevano portato fino a Termeno sulla Strada del Vino, in Alto Adige, dove sarebbe stata individuata l’ultima localizzazione del telefono. Resta da chiarire anche come il 25enne possa essere arrivato fin lì da Rovereto.

Mentre la famiglia continuava disperatamente a cercarlo, però, Ferdinand era già stato trovato senza vita. Il suo corpo era infatti all’obitorio dell’ospedale di Trento dal 5 settembre, senza essere stato ancora identificato. Ora spetterà agli investigatori ricostruire con precisione quanto accaduto tra l’aggressione raccontata dal ragazzo, i suoi ultimi spostamenti e la morte. La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. 






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