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Tragedia tra Toscana e Marche: ritrovati i corpi degli imprenditori nell’elicottero precipitato

L’incidente ha coinvolto Mario Paglicci e Fulvio Casini, due imprenditori toscani, il cui elicottero è stato rinvenuto distrutto nella zona impervia tra le province di Arezzo e Pesaro-Urbino.

10 nov 2025
Soccorso Alpino e Speleologico
Soccorso Alpino e Speleologico

È stata una tragica conclusione per la vicenda dell’elicottero Augusta Westland 109, scomparso dai radar nel pomeriggio di domenica, mentre sorvolava l’area montuosa tra le province di Pesaro-Urbino e Arezzo, al confine tra Toscana e Marche. I corpi di Mario Paglicci, noto imprenditore orafo di Arezzo, e Fulvio Casini, imprenditore di Sinalunga (Siena), sono stati ritrovati all'interno del velivolo questa mattina, ormai distrutto e carbonizzato.

L’elicottero, partito da Venezia e diretto verso Arezzo, aveva cessato di comunicare con la torre di controllo mentre volava sopra Badia Tedalda, nelle vicinanze della zona di Borgo Pace. L'allarme era scattato intorno alle 17, quando il sistema satellitare Cospas-Sarsat aveva rilevato una richiesta di soccorso proveniente dal velivolo. La macchina dei soccorsi si era subito messa in moto, ma le ricerche sono state ostacolate dalle difficili condizioni meteo, con visibilità limitata e un terreno particolarmente impervio.

Oggi, intorno alle 9.15, l’elicottero dell’Esercito ha finalmente individuato il punto di caduta, in località Alpe della Luna, a circa mille metri di altezza sul versante aretino. A quel punto, le squadre di soccorso, tra cui i Vigili del fuoco, il Soccorso Alpino e l’Aeronautica Militare, hanno raggiunto il relitto e confermato il ritrovamento dei due corpi.

Secondo le prime informazioni, l'incidente potrebbe essere stato causato da un'avaria del velivolo, che ha dovuto affrontare condizioni atmosferiche difficili, tra cui una fitta nebbia. Le indagini, già avviate dall'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV), stanno cercando di chiarire le cause esatte del disastro. Si sta anche verificando la presenza di agenti radiologici a bordo, poiché l'elicottero era equipaggiato con strumentazioni contenenti elementi radioattivi.

La famiglia di Mario Paglicci, che gestiva l’azienda orafo Gimet, ha espresso un commosso ringraziamento a tutte le forze dell’ordine e ai volontari che hanno partecipato alle operazioni di recupero. La nipote Alessandra ha dichiarato: "Lo zio Mario amava volare e ha fatto di questo suo sogno la sua passione più grande. È andato via con il sorriso, come ci aveva lasciato nel suo video, pronto a decollare da Venezia."

La Procura di Arezzo ha già disposto i rilievi necessari per proseguire le indagini, e l’area è stata messa sotto sequestro.





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