Sono oltre 1.300 le persone date per disperse dopo le devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet, provocando almeno 270 morti e travolgendo interi villaggi. All'origine di tutto, secondo l'Usgs, l'Istituto di geologia statunitense, il collasso di un ghiacciaio che ha causato un terremoto di magnitudo 5.2. e una colata di detriti con conseguenze catastrofiche a valle.
Vi è incertezza sul numero esatto di vittime e dispersi: diversi i bilanci forniti dai due Paesi con numeri che non possono, dunque, essere automaticamente sommati.
In Nepal, la polizia ha recuperato 177 corpi e dichiara di aver aver perso i contatti con 823 persone, tra cui 517 turisti stranieri. I media statali cinesi hanno riferito di 558 persone disperse, tra cui 260 stranieri, dopo la frana che ha colpito il porto di Gyirong, in Tibet, causando anche tre morti.
Allarme per il lago di sbarramento, rischio di una nuova piena in Tibet
È allarme anche per un lago di sbarramento naturale formatosi a monte del porto di Gyirong, nella contea di Gyirong, in Tibet, dopo la frana che ha colpito l'area al confine con il Nepal. Le autorità cinesi hanno rafforzato il monitoraggio del bacino per il rischio che lo sbarramento naturale possa cedere o che l'acqua lo superi, provocando una nuova piena nelle aree a valle.
Il ministero cinese delle Risorse idriche ha disposto il rafforzamento del monitoraggio idrologico e delle previsioni nella zona della confluenza tra il fiume Purepu Tsangpo e il fiume Chhochen, dove si è formato il lago di sbarramento.