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Attentato Monaco, identificata una sospettata: "Legami con la criminalità organizzata"

Anastasiia Berezovska, 39 anni, di origine ucraina, dopo aver fatto esplodere l'ordigno sarebbe fuggita in Svizzera attraverso l'Italia

di Pierluigi Mandoi
3 lug 2026

C’è una prima sospettata per l’attentato di lunedì nel Principato di Monaco, quando una bomba è esplosa davanti all’abitazione dell’oligarca filorusso Vadim Ermolaev ferendo gravemente l’uomo, la compagna e il figlio di 13 anni. L’Interpol ha diffuso sul suo sito un mandato di ricerca codice rosso nei confronti di Anastasiia Berezovska, 39 anni, di origine ucraina. Sarebbe stata lei, secondo le autorità monegasche, a piazzare l’ordigno e azionarlo con un telecomando, per poi fuggire. Prima a piedi fino al confine con la Francia e poi in auto in Italia per raggiungere la Svizzera.

Nei suoi confronti è scattata un’operazione a livello mondiale. La donna, che sarebbe nota per i suoi legami con la criminalità organizzata, vive a Francoforte in Germania ma non è stata trovata al suo domicilio. Per il procuratore di Monaco, però, Berezovska non avrebbe agito da sola: i fatti sembrano indicare il coinvolgimento nell’attentato anche di altre persone, e si cercano gli eventuali complici. Ermolaev, originario dell’Ucraina e naturalizzato cipriota, vive a Monaco almeno dal 2021. È oggetto dal 2023 di sanzioni da parte del governo di Kiev a causa dei suoi legami con Mosca. Secondo le prime indagini, però, l’attentato non avrebbe un movente politico o legato al conflitto in corso.

Guerra che prosegue con nuovi bombardamenti all’indomani dei massicci raid russi su Kiev che ieri, giovedì, hanno tolto la vita più di 30 persone. Un drone di Mosca si è abbattuto su un condominio a Sumy uccidendo un bambino di un anno, mentre a Zaporizhzhia l’amministrazione filorussa riferisce di un attacco di Kiev su un mercato con 5 morti e 18 feriti.





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