Logo San Marino RTV

Ceuta, Italia e 21 Paesi scrivono all'Ue: "Urgente risposta comune". Sanchez contro lo stop a Schengen

La situazione nell'exclave spagnola in Marocco sembra tornare alla normalità, ma lo scontro politico resta acceso

di Pierluigi Mandoi
1 ago 2026

A 48 ore dalla crisi migratoria causata dall’arrivo in massa di circa 50mila persone a Ceuta, la situazione nell’exclave spagnola in Marocco sta tornando alla normalità. Ad annunciarlo è il ministro dell’Interno iberico: la maggior parte dei migranti è tornata nel Paese d’origine e chi è entrato in maniera irregolare non ha opzioni di regolarizzazione. Ma la tensione resta alta dopo una notte di disordini: un uomo è rimasto ferito da una coltellata al costato sferrata da un connazionale e decine di persone hanno cercato di entrare con la forza nel Centro di permanenza temporaneo della città autonoma. Mentre sale a 67 il bilancio di chi ha perso la vita in mare nel tentativo di attraversare il confine.

Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertici dell’Unione, firmata da 22 Stati membri, che chiede una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno per predisporre una risposta comune alla crisi, valutando la reintroduzione temporanea di controlli alle frontiere interne. “La nostra linea è condivisa da un numero sempre maggiore di nazioni”, dichiara la premier italiana Giorgia Meloni. Tra i firmatari non ci sono né Madrid né Parigi.

Anche il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha scritto a Bruxelles, definendo “asimmetrica” la reazione degli altri Stati all’emergenza e criticando chi - come l’Italia - ha invocato l’esclusione del Paese dall’area Schengen: parla di decisione “dettata da ignoranza o da interessi politici”. La sicurezza delle frontiere, afferma, è una responsabilità comune.





Riproduzione riservata ©