Alla mezzanotte di oggi scadrà il trattato New Start; e il Mondo sarà, se possibile, ancor più in pericolo. Sottoscritto nel 2010 con l'obiettivo di limitare il numero di testate nucleari: era l'unico accordo ancora in vigore, sugli armamenti, tra Stati Uniti e Russia. Un segno dei tempi, l'averlo lasciato morire. Dal Papa un appello accorato: “Rivolgo un pressante invito a non lasciare cadere questo strumento senza cercare di garantirgli un seguito concreto ed efficace”. Situazione di stallo, però; con Washington che vorrebbe includere in una futura intesa anche Pechino. La Russia continuerà ad agire in modo “responsabile”, ha dichiarato Putin a Xi. Che ha avuto un colloquio in videoconferenza anche con Trump. Conversazione “eccellente”, ha fatto sapere quest'ultimo; ribadendo che andrà in Cina in aprile. A tutto campo, l'azione della Casa Bianca. Lunedì l'annuncio di un accordo che prevedrebbe la rinuncia, da parte dell'India, al petrolio russo.
È una delle carte che la delegazione USA negli Emirati ha forse messo sul tavolo, oggi, per indurre i negoziatori di Mosca a più miti consigli. Dopo i pesanti raid che avevano posto termine all'effimera “tregua del gelo” - bissati, nella notte -, la delegazione di Kiev era stata sollecitata a cedere sostanzialmente su tutta la linea. A complicare la ricerca di un compromesso, nel trilaterale ad Abu Dhabi, anche la questione delle garanzie di sicurezza. Seccamente respinto, dal Cremlino, lo scenario prospettato ieri dal Segretario Generale dell'Alleanza Atlantica; ovvero un dispiegamento in Ucraina di truppe della cosiddetta coalizione dei volenterosi, una volta che sarà raggiunto un accordo. Si tratterebbe di “un aperto intervento militare” della NATO, ha tuonato Zakharova. Tensioni anche nel Quadrante mediorientale dopo l'abbattimento – ieri – di un drone da ricognizione iraniano. Attesa per i colloqui di venerdì – forse in Oman - tra Repubblica Islamica e Stati Uniti. Che pare intendano alzare la posta; chiedendo passi indietro non solo sul programma nucleare, anche su quello missilistico, come contropartita per sospendere l'escalation. Attenzione mediatica ormai scemata, invece, su Gaza. Dove nonostante il teorico cessate il fuoco, un raid israeliano avrebbe provocato - stando ad Al Jazeera - almeno 21 vittime. Dall'altra parte le IDF hanno denunciato attacchi contro le truppe; rivendicando l'uccisione di un comandante di Hamas.