Oggi, 30 luglio, cade l’Earth Overshoot Day 2026, la data che indica il momento in cui l’umanità ha consumato le risorse naturali che la Terra è in grado di rigenerare nell’intero anno. Dal giorno successivo si entra simbolicamente in debito ecologico, continuando a utilizzare suolo, acqua, materie prime e servizi ecosistemici oltre la capacità di rinnovo del Pianeta.
Secondo il WWF, il ritmo attuale dei consumi equivale a quello consentito da 1,73 pianeti Terra. Il divario tra domanda umana e capacità rigenerativa degli ecosistemi dura da oltre mezzo secolo e avrebbe prodotto un deficit accumulato pari a 20,6 anni di biocapacità.
LE CITTÀ DECISIVE PER LA TRANSIZIONE
Una parte centrale della sfida riguarda le aree urbane. Oltre metà della popolazione mondiale vive già nelle città e la quota potrebbe avvicinarsi al 70% entro il 2050. Pur occupando circa il 3% della superficie terrestre, i centri urbani concentrano, secondo i dati richiamati dal WWF, il 75% dei consumi energetici e il 70% delle emissioni globali legate alle attività umane.
Per Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia, intervenire su mobilità, edifici, alimentazione, servizi condivisi, economia circolare e natura urbana permetterebbe di ridurre l’impronta ecologica e migliorare la qualità della vita.
SOLUZIONI GIÀ DISPONIBILI
Il Global Footprint Network stima che una rapida diffusione di efficienza energetica, fonti rinnovabili, edifici meno energivori e trasporti sostenibili potrebbe posticipare l’Overshoot Day di 29 giorni. Altri cinque giorni potrebbero essere recuperati estendendo modelli di mobilità urbana più sostenibile.
Anche il sistema alimentare può incidere: meno sprechi, diete maggiormente vegetali e agricoltura sostenibile potrebbero spostare la data di circa un mese. Riparazione, riuso e acquisto di abiti di seconda mano, raddoppiando la vita dei capi, consentirebbero di guadagnare altri cinque giorni.
PIÙ NATURA NEGLI SPAZI URBANI
Parchi, alberature, tetti e pareti verdi aiutano a ridurre le isole di calore, migliorare l’aria e rendere le città più resilienti agli eventi estremi. Su questi temi si concentrerà anche Urban Nature 2026, l’iniziativa del WWF in programma il 3 e 4 ottobre.