Logo San Marino RTV

Francia a ferro e fuoco, scenari di guerriglia urbana

Le proteste studentesche contagiano anche l'Italia

di Laura Bonaiuti
2 ott 2026

La mobilitazione che sta colpendo la Francia si estende anche in Italia, dove la Rete degli studenti è scesa in piazza in solidarietà ai coetanei d'oltralpe.

La Rete denuncia la forte contraddizione tra i tagli sociali e le enormi somme stanziate per il riarmo militare: in Francia "il bilancio della difesa per il 2026 è di 6,7 miliardi superiore rispetto all'anno precedente - dicono gli studenti italiani – mentre adesso si prevede l'eliminazione di un totale di circa 4.000 posizioni nel settore dell'istruzione". "A tutti gli scioperanti: siamo al vostro fianco. Diserteremo le loro guerre. Soldi alle scuole, non alle armi.” dichiara il sindacato studentesco della penisola.

L'ondata di proteste studentesche in Francia è degenerata in una vera e propria guerriglia urbana, che ha costretto il governo di Parigi a convocare un vertice di crisi d’urgenza e ad annullare tutti i viaggi dei ministri per fronteggiare l'emergenza.

I giovani rivendicano il diritto allo studio, denunciano l'assenza di insegnanti, la cattiva gestione del calendario delle lezioni e il sovraffollamento delle classi: chiedono edifici ristrutturati e condizioni migliori.

La mobilitazione di massa, iniziata in sordina a settembre e diffusa a valanga tramite i social, fotografa un Paese fuori controllo: oltre 100 istituti gravemente danneggiati e scuole date alle fiamme, violenti attacchi contro il personale scolastico, 2.000 fermi della polizia ieri e almeno 600 oggi.

Sono già oltre 100 le scuole chiuse e 25 campus universitari bloccati per protesta.

Il Ministro della Giustizia francese, Darmanin, chiede di invocare la responsabilità civile dei genitori per costringerli a pagare di tasca propria i danni devastanti provocati dai figli.

Nel frattempo infuria la tempesta politica: dall'esecutivo fino a Marine Le Pen si alza un coro di condanna contro La France Insoumise di Mélenchon, accusata di orchestrare le sommosse.

"Difficile fermarli”, dice l'ex leader del Sessantotto Cohn-Bendit, mentre il Ministro dell'Istruzione Geffray lancia un appello alle famiglie: “i genitori devono molto chiaramente mobilitarsi e dire ai loro figli di non andare'', tra blocchi e manifestazioni. ''Ora, ciò che conta, è fare in modo che i nostri figli non siano più in strada perché sono in pericolo" conclude.





Riproduzione riservata ©