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Iran, crisi sull’orlo dell’escalation: le prossime ore saranno cruciali

Due funzionari europei, riporta la Reuters, hanno affermato che "un intervento militare statunitense appare probabile" e "potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore"

14 gen 2026

Tanto grave e nebulosa la situazione nelle piazze iraniane, quanto imprevedibili le prossime mosse di Washington. Escalation internazionale, a quanto pare, ad un passo. Due funzionari europei hanno affermato che "un intervento militare statunitense appare probabile" e per uno dei due "potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore": lo scrive la Reuters.

Più caute le fonti sentite dal New York Times, stando alle quali il Pentagono avrebbe presentato varie opzioni per colpire la Repubblica Islamica. Ma qualsiasi raid – è stato riferito - è previsto fra almeno diversi giorni e potrebbe provocare una forte rappresaglia di Teheran. Stando ai target, si cita il programma nucleare della teocrazia, o l'apparato di sicurezza interno, pur non escludendo ipotesi meno impattanti come un attacco informatico.

Confusione, propaganda di regime, tentativi di destabilizzazione da remoto; tutti fattori che si sommano in questa fase impedendo di avere un quadro chiaro della situazione. A complicare le cose anche il blocco delle connessioni internet. Sesto giorno di blackout, che potrebbe estendersi ancora per una o due settimane, stando alle autorità di Teheran. Secondo la ong per i diritti umani Hrana le morti accertate nel corso delle manifestazioni sarebbero oltre 2.500, altre fonti avevano parlato di un bilancio più grave, ma al momento pare non vi siano conferme indipendenti sui numeri delle vittime. Numerose anche tra le forze di polizia, secondo le autorità iraniane. che denunciano episodi di violenza e di utilizzo di armi, da parte di alcuni manifestanti, con relative accuse a Stati Uniti ed Israele di fomentare la rivolta.

La tv di Stato ha trasmesso oggi le immagini di un funerale di massa a Teheran, parlando di 300 salme di membri delle forze di polizia e civili. Un think tank statunitense ha parlato in queste ore di un'attenuazione delle proteste, probabile effetto della dura repressione. I vertici della Repubblica Islamica hanno intanto avvertito i Paesi vicini che in caso di attacchi da parte di Washington verranno colpite le basi statunitensi del quadrante. Come quella di Al Udeid in Qatar, che ospita 10.000 militari. Gli USA, riferisce Reuters, avrebbero già chiesto a parte del personale di abbandonare la struttura. Segnale a suo modo inquietante; come se ormai fosse inevitabile un raid e la conseguente rappresaglia.





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