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Iran: l'attacco di Israele e USA mentre era in corso il negoziato sul programma nucleare di Teheran

Colpiti decine di obiettivi. Risposta missilistica della Repubblica Islamica contro lo Stato Ebraico e basi statunitensi in Medio Oriente. È di nuovo guerra nel Golfo

28 feb 2026

Tanto tuonò che piovve. Il negoziato tra Washington e Teheran – che sarebbe dovuto proseguire in questi giorni -, si è rivelato a quanto pare uno stratagemma, per consentire lo schieramento di forze aeronavali americane sull'uscio della Repubblica Islamica. All'alba l'attacco di Stati Uniti e Israele che hanno definito i raid una mossa “preventiva”, pur non fornendo evidenze di minacce imminenti dall'Iran.

Bombardamenti, dunque, al di fuori del perimetro del diritto internazionale. Nel mirino almeno 30 obiettivi dell'apparato militare, secondo il New York Times. Ma è nebbia di guerra sull'andamento delle operazioni. Media dello Stato Ebraico parlano di “decine di morti” fra le Guardie della Rivoluzione. Anche del loro comandante, secondo notizie non ufficiali. Riferita inoltre l'eliminazione del Ministro della Difesa. Fonti americane prevedono un'azione più estesa di quella precedente di giugno, con l'evidente obiettivo di decapitare la leadership della teocrazia e innescare un cambio di regime, dopo le manifestazioni antigovernative di massa dei mesi scorsi.

Al momento “illeso” - secondo l'agenzia statale Irna – il Presidente Pezeshkian, mentre Khamenei sarebbe stato trasferito in un luogo sicuro. “Distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l'Iran non abbia il nucleare”, ha dichiarato dal canto suo Donald Trump, cui è andato il ringraziamento di Netanyahu. La reazione della Repubblica Islamica non si è fatta attendere. Lanci di missili contro Israele; colpita una base americana in Bahrein. Registrata una vittima ad Abu Dhabi.

Il recente frame comunicativo occidentale pareva in un qualche modo propedeutico all'azione di forza di questa mattina. L'Unione Europea – che nelle scorse settimane aveva inserito i Pasdaran nell'elenco dei gruppi terroristici – ha stigmatizzato, ad attacchi in corso, il programma missilistico e nucleare iraniano. “Il regime” ha “ucciso migliaia di persone”, ha scritto Kallas. Una semplice postilla, all'apparenza, il riferimento a percorsi diplomatici. L'Alto Rappresentante ha piuttosto rimarcato la prontezza della missione navale Aspides nel contribuire a mantenere aperto il corridoio del Mar Rosso.

E ciò dopo la riattivazione del fronte yemenita. con gli Houthi che avrebbero deciso di riprendere gli attacchi. Si susseguono intanto reazioni, in queste ore. A fianco di Washington Zelensky. Mentre Mosca ha parlato di aggressione pianificata e immotivata contro l'Iran. I cui funzionari hanno denunciato la morte di 24 studenti in un riferito attacco israeliano su una scuola nel sud del Paese.






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