È in fase di chiusura un accordo tra l’Iran e l’Oman per la definizione di nuovi corridoi di navigazione nello Stretto di Hormuz. Ad annunciarlo è stato il ministero degli Esteri di Teheran, aggiungendo che presto arriverà una dichiarazione congiunta a riguardo, “se terze parti non verranno a ostacolare il processo”. Un riferimento chiaro agli Stati Uniti, il cui presidente Donald Trump poche ore fa aveva lanciato un nuovo ultimatum agli ayatollah sullo snodo marittimo: “Si aprirà molto presto oppure l’Iran subirà un colpo durissimo”.
Ma la pressione sul leader della Casa Bianca continua a crescere dopo un’inchiesta della CNN secondo cui l’esercito americano sarebbe “a corto” di armi, dopo aver consumato nel conflitto l’80% degli intercettori THAAD e la metà dei missili Patriot. Il segretario alla Difesa statunitense Hegseth ha smentito la notizia definendola una “fake news”, ma fonti citate dal network affermano che sarebbero state proprio le preoccupazioni sulla carenza di munizioni a sospendere le operazioni militari previste per lo scorso fine settimana.
Intanto torna la tensione anche in Libano, dove l’esercito israeliano ha lanciato una nuova ondata di attacchi nel sud del Paese, motivando l'operazione come una risposta a una "palese violazione del cessate il fuoco" da parte di Hezbollah. Prima di iniziare i bombardamenti, il portavoce dell'IDF ha emesso un ordine di evacuazione urgente per il villaggio di al-Mansouri, intimando ai civili di allontanarsi immediatamente per la loro sicurezza.