Donald Trump ricorda all’Iran il suo ultimatum del 26 marzo: “Il tempo sta scadendo, 48 ore per raggiungere un accordo o riaprire lo Stretto di Hormuz: altrimenti sarà l’inferno”. Parole dal tono perentorio, che arrivano in un momento in cui i negoziati per un cessate il fuoco, mediati dal Pakistan, sembrano essere giunti a un punto morto: secondo il Wall Street Journal Teheran avrebbe comunicato ai mediatori di ritenere inaccettabili le richieste americane e respinto anche la proposta di una tregua di due giorni.
A complicare la situazione c’è la corsa tra le forze americane e iraniane per trovare il pilota ancora disperso del jet statunitense abbattuto venerdì nei cieli dell’Iran. Le autorità della Repubblica Islamica hanno offerto 60mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo, e avere un soldato americano prigioniero, secondo gli esperti, costituirebbe un’importante carta da giocare nelle trattative. I Pasdaran per ora negano sia di aver preso in custodia il pilota sia che sia stato tratto in salvo dagli Stati Uniti.
Mosca intanto ha avviato una massiccia operazione di evacuazione per 198 dipendenti della centrale nucleare iraniana di Bushehr, dopo che un raid statunitense e israeliano ha colpito la zona vicino all’impianto. Il bombardamento ha provocato la morte di una guardia di sicurezza ma non ci sono stati danni alla struttura. Il ministro degli Esteri di Teheran avverte: è il quarto attacco e con le radiazioni sono a rischio tutti i Paesi della regione.
Nel Golfo prosegue la missione a sorpresa della presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, che ha incontrato l'emiro del Qatar al-Thani e il presidente degli Emirati Arabi Uniti bin Zayed. Focus su sicurezza energetica e libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. L’opposizione attacca: “Vuole allontanarsi dai problemi dell’Italia”, afferma Braga del Pd mentre Bonelli di Avs parla di “disperazione” della premier. “Ottima iniziativa” invece per il leader di Azione Carlo Calenda.