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Iran, Trump: "Li stiamo massacrando, presto la grande ondata"

Centinaia di bombe israeliane sulla capitale Teheran: "Cintura di fuoco" sugli obiettivi del regime

di Pierluigi Mandoi
2 mar 2026

Li stiamo massacrando ma non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente. Presto arriverà la grande ondata”. Il presidente americano Donald Trump fa presagire un’ulteriore espansione dell’operazione militare in Iran e non esclude la possibilità di mandare soldati statunitensi sul terreno se necessario. "Continuiamo questa missione”, ha aggiunto, “con una feroce e incrollabile risolutezza per schiacciare la minaccia che questo regime terrorista rappresenta per il popolo americano."

Le sue parole arrivano dopo una giornata di grossi attacchi dell’esercito israeliano, che ha colpito la capitale Teheran con centinaia di bombe: presi di mira il quartier generale politico, le sedi centrali della pubblica sicurezza e sistemi antiaerei per creare quella che in gergo militare si definisce una “cintura di fuoco” sugli obiettivi del regime. La città è rimasta senza corrente, mentre gli operatori della Mezzaluna Rossa fanno fatica a stare dietro alle richieste di soccorso. In 48 ore sono state 3.800 le bombe sganciate in totale sull’Iran da Israele e Stati Uniti, una quantità già superiore rispetto alla guerra dei 12 giorni del giugno scorso. E forti esplosioni sono state sentite anche vicino all’impianto nucleare di Isfahan. Proseguono inoltre i bombardamenti di rappresaglia del regime contro i Paesi arabi del golfo, mentre a Cipro sono stati intercettati altri due droni diretti verso una base britannica e la Grecia ha inviato due fregate in difesa dell’isola.

Il conflitto intanto si allarga al Libano: dopo i missili di Hezbollah nella notte contro il nord di Israele, lo Stato ebraico ha bombardato la capitale Beirut provocando almeno 30 morti. In migliaia i civili sulle strade in fuga dalle bombe.





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