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L'Islanda dice "No" all'adesione all'Ue: contrari il 52,8 per cento, il "Sì" prevale solo nella capitale

Intanto arrivano le prime reazioni oltreconfine, tra cui quella della francese Marine Le Pen e, dall'Italia, della Lega

30 ago 2026
Le operazioni di scrutinio dei voti
Le operazioni di scrutinio dei voti

Gli islandesi bocciano i negoziati con l'Unione Europea. È il risultato del referendum sulla ripresa dei negoziati di adesione. Vince il "No" con il 52,8 per cento, mentre i "Sì" si fermano al 47,2 per cento. I risultati sono definitivi. I favorevoli si sono imposti solo in due collegi della capitale Reykjavík. Nelle circoscrizioni rurali i contrari superano invece il 60%, da sempre più scettici verso le politiche di Bruxelles. Al centro del dibattito politico non vi erano solo le questioni di natura monetaria, legate all'inflazione e ai tassi di interesse, ma soprattutto la tutela della sovranità nazionale e la gestione delle acque territoriali.

L'affluenza, molto alta, è pari all'82,5 per cento. La prima ministra islandese, Kristrún Frostadóttir, si è detta soddisfatta dell'elevata affluenza. Intanto arrivano le prime reazioni oltreconfine, tra cui quella di Marine Le Pen, leader di Rassemblement National, secondo cui questo "dimostra che un'altra Europa è possibile". E dall'Italia la Lega commenta: "Questa è la democrazia".

Gli elettori erano chiamati a esprimersi sul seguente quesito: "L'Islanda deve riaprire i negoziati di adesione con l'Unione Europea?". Un voto favorevole avrebbe dato il via ai negoziati con Bruxelles, ma qualsiasi accordo definitivo sull'adesione avrebbe comunque dovuto essere approvato attraverso un secondo referendum a cui tutti i 27 Stati membri dell'UE sarebbero poi stati chiamati a dare il loro consenso.

Il Paese, che conta quasi 400.000 abitanti, aveva presentato la propria candidatura, ma le trattative erano state sospese nel 2013. A pesare sul No, il settore ittico la cui l'industria rappresenta quasi il 40% delle esportazioni islandesi. Molti elettori del No temevano infatti che, nell'ambito della politica comune della pesca dell'UE, si rischiasse di cedere parte del controllo sulle loro redditizie zone di pesca.

"Voglio essere assolutamente chiara: il governo non riprenderà le trattative di adesione durante questa legislatura" che dura fino al 2028, ha ribadito la leader socialdemocratica che aveva promosso la consultazione ed era favorevole a riavviare i colloqui con Bruxelles.

Nonostante il referendum, l'Islanda resta fortemente e giuridicamente integrata con l'Unione Europea: fa parte dello Spazio Economico Europeo e fa pienamente parte dello Spazio Schengen. Non essendo membro effettivo non possiede il diritto di voto o di rappresentanza all'interno del Parlamento Europeo o del Consiglio dell'UE.





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