Logo San Marino RTV

La Nato valuta strategia più aggressiva in risposta a cyberattacchi e 'sconfinamenti' russi

Mosca: "No a discussione attraverso i media"

di Luca Salvatori
1 dic 2025
La Nato valuta strategia più aggressiva in risposta a cyberattacchi e 'sconfinamenti' russi

L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare dell’Alleanza, ha annunciato che la Nato sta valutando un cambio di approccio alle provocazioni russe: dall’essere “reattivi” a una postura “più aggressiva”, che potrebbe includere anche attacchi preventivi in risposta a cyberattacchi, sabotaggi e violazioni dello spazio aereo. Parole che hanno immediatamente suscitato la dura reazione di Mosca: la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha definito le dichiarazioni “estremamente irresponsabili” e un tentativo di “minare gli sforzi per trovare una via d’uscita alla crisi ucraina”. Intanto Volodymyr Zelensky è arrivato all’Eliseo per la sua decima visita in Francia dall’inizio della guerra.

Accompagnato dalla moglie Olena, è stato accolto dal presidente Emmanuel Macron per colloqui dedicati alla situazione sul campo, al piano americano e alle condizioni per una “pace giusta e duratura”, mentre resta sullo sfondo il caso corruzione che ha coinvolto l’ex capo di gabinetto Andrii Yermak. Sul fronte europeo, l’alto rappresentante Kaja Kallas ribadisce che l’Ue non uscirà dal Consiglio di dicembre senza un accordo sul finanziamento all’Ucraina, nonostante le riserve del Belgio sull’uso degli asset russi.

Una settimana definita “cruciale” per la diplomazia, mentre proseguono i negoziati tra Kyiv e Washington. Dopo gli incontri in Florida, giudicati “costruttivi” da entrambe le delegazioni, l’inviato americano Steve Witkoff volerà a Mosca per presentare a Vladimir Putin il piano di pace Usa. Il Cremlino, tramite Dmitry Peskov, precisa però che non condurrà “discussioni attraverso i media”, ribadendo l’interesse per il successo dei negoziati ma non per una diplomazia “in modalità megafono”. Intanto sul terreno resta altissima la pressione militare: secondo lo Stato Maggiore ucraino le perdite russe avrebbero superato 1,17 milioni di uomini dall’inizio dell’invasione, con oltre 150 scontri registrati nelle ultime 24 ore, un terzo dei quali nel settore di Pokrovsk.





Riproduzione riservata ©