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Libano, attacco su pattuglia Unifil: ucciso peacekeeper francese

Macron: "Tutto fa pensare a responsabilità Hezbollah". Chiuso nuovamente lo stretto di Hormuz, spari su due navi mercantili indiane

di Pierluigi Mandoi
18 apr 2026

Violata la tregua in Libano: una pattuglia di peacekeeper francesi della missione Unifil è stata colpita da un attacco mentre stava svolgendo un’operazione di sminamento nel sud del Paese. Un soldato è morto e altri tre sono rimasti feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che “tutto lascia pensare” che la responsabilità sia di Hezbollah, ma le milizie sciite negano il loro coinvolgimento. Il presidente libanese Aoun condanna l’accaduto e promette di assicurare alla giustizia gli autori.

Situazione molto tesa anche nello Stretto di Hormuz, sbarrato nuovamente da Teheran a meno di 24 ore dalla riapertura in risposta alle parole del presidente americano Trump sul mantenimento del blocco dei porti iraniani fino al raggiungimento di un accordo di pace. Almeno due navi mercantili indiane sono state bersaglio di colpi d’arma da fuoco mentre tentavano il transito, portando Nuova Delhi a convocare l’ambasciatore di Teheran. Il vicepresidente iraniano Aref ha rivendicato il diritto legale di Teheran alla gestione dello Stretto, affermando che il controllo sarà mantenuto "con i negoziati o con la forza".

Donald Trump intanto promette “informazioni entro la fine della giornata” di oggi, sabato, sulle trattative, affermando che “i colloqui stanno andando molto bene”. “L’Iran fa un po’ il furbo ma non può ricattarci”, ha aggiunto. Secondo media vicini ai Pasdaran, però, la Repubblica Islamica non avrebbe acconsentito a nuovi round negoziali dopo quelli della settimana scorsa a Islamabad conclusi con un nulla di fatto. Il motivo sarebbero le richieste degli americani, ritenute eccessive. Manca meno di una settimana alla fine della tregua di 15 giorni annunciata lo scorso 8 aprile.





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