Le strade di Beirut e del sud del Libano, di nuovo piene di auto e di persone in fuga dalle bombe: la guerra in Medio Oriente si allarga e coinvolge il Paese dei cedri. Dopo i missili di Hezbollah nella notte contro il nord di Israele in rappresaglia per la morte del leader iraniano Khamenei, lo Stato ebraico ha risposto bombardando la capitale, causando la morte di più di 30 persone e facendo tornare la paura nella popolazione. Negli attacchi, affermano le forze di difesa israeliane, è stato colpito “un importante terrorista” delle milizie libanesi: potrebbe trattarsi del leader Naim Qassem. Dopo gli attacchi il governo libanese per la prima volta nella storia ha decretato l'interdizione delle attività militari di Hezbollah.
Nuove esplosioni scuotono anche il centro della capitale iraniana Teheran: l’aeronautica israeliana ha avviato un nuovo attacco su larga scala, prendendo di mira il governo della Repubblica islamica. La Mezzaluna Rossa riferisce che sono almeno 555 i morti nel Paese dall’inizio dei raid israelo-americani di sabato, mentre il regime prosegue la sua rappresaglia con bombardamenti nel Golfo: in mattinata esplosioni anche a Doha e ad Abu Dhabi. In Kuwait colpito il complesso dell’ambasciata americana e tre caccia F-15 statunitensi sono stati abbattuti da fuoco amico. I Paesi arabi alleati di Washington definiscono “intollerabili” i raid di Teheran e si dicono uniti nel valutare ipotesi di risposta militare. E tornano a suonare le sirene d’allarme anche nella base britannica di Akrotiri a Cipro: intercettati altri due droni.
La crisi in Medio Oriente fa crollare le Borse europee e asiatiche, con i mercati che temono gli effetti della chiusura dello stretto di Hormuz, snodo fondamentale da cui transitano un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. Il prezzo del greggio balza oltre il 7% con il Brent che sfiora gli 80 dollari al barile, e i futures del gas sul Ttf di Amsterdam crescono del 20%. Al largo dell’Oman, una petroliera è stata colpita da una nave carica di esplosivo provocando un incendio in cui è morto un membro dell’equipaggio.