La prospettiva di una tregua di 45 giorni in Medio Oriente, proposta dai mediatori con il cosiddetto “accordo di Islamabad”, appare sempre più lontana. L’intesa avrebbe dovuto aprire la strada a nuovi negoziati e allo sblocco dello Stretto di Hormuz, ma il presidente americano Donald Trump ha rilanciato con un ultimatum, minacciando ulteriori attacchi. I negoziatori restano pessimisti sulla possibilità che l’Iran accetti le richieste di Washington, uno scenario che di fatto aprirebbe la strada a bombardamenti americani contro le infrastrutture energetiche iraniane. È questa l’analisi del The Wall Street Journal, dopo che Teheran ha respinto il piano statunitense presentando una controproposta articolata in dieci punti.
Nelle ultime ore i bombardieri B-2 hanno sganciato bombe 'bunker buster' da migliaia di chilogrammi su un complesso sotterraneo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie. Nella notte quattro missili balistici intercettati e distrutti dall'Arabia Saudita. Secondo un memorandum diplomatico Mojtaba Khamenei si troverebbe in stato di incoscienza e starebbe ricevendo cure mediche nella città di Qom.
Il Pentagono, nel frattempo, starebbe ampliando l'elenco dei siti energetici iraniani che potrebbe colpire, includendovi strutture che forniscono energia e carburante sia ai civili sia alle forze armate, in quella che è ritenuta una via per aggirare le eventuali accuse di crimini di guerra. La convenzione di Ginevra, infatti, concede un margine di manovra quando i siti oggetto di attacchi sono usati sia dai civili sia dai militari. E' dunque in corso un dibattito su dove tracciare la linea fra gli obiettivi militari e quelli civili, come ad esempio gli impianti di desalinizzazione che possono essere considerati bersagli perché anche le forze militari necessitano di acqua potabile.
Oggi, in Italia alle 16, il governo sarà in Parlamento per un'informativa alla Camera del ministro della Difesa Crosetto sull'uso delle basi militari americane in Italia, dopo lo stop a Sigonella per i bombardieri diretti in Iran. Giovedì sarà la volta della presidente del Consiglio Meloni, che riferirà in Parlamento anche sul rilancio dell'azione di governo dopo la vittoria del No al referendum e le dimissioni di Santanchè, Delmastro e Bartolozzi: dalla linea di politica estera all'emergenza energia alle riforme dopo lo stop alla legge Nordio sulla giustizia.