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Petrolio, l’Aie libera 400 milioni di barili per evitare la crisi globale

Attacchi nel Golfo, incendi in porti e petroliere e traffici bloccati nello stretto di Hormuz spingono il Brent oltre i 100 dollari al barile.

12 mar 2026
Petrolio, l’Aie libera 400 milioni di barili per evitare la crisi globale

Gli attacchi attribuiti all’Iran nel Golfo Persico stanno provocando incendi in infrastrutture energetiche e forti tensioni sui mercati petroliferi. Diverse navi e depositi di carburante sono stati colpiti negli ultimi giorni, mentre il blocco dei traffici nello stretto di Hormuz sta interrompendo una delle principali rotte mondiali per il trasporto di greggio.

Secondo quanto riportato dai media internazionali, due petroliere sono state incendiate vicino al porto iracheno di Bassora dopo essere state colpite da quello che sarebbe un drone acquatico. Nell’attacco un membro dell’equipaggio è morto e altre 38 persone sono state tratte in salvo. Dopo l’episodio, le autorità irachene hanno sospeso tutte le operazioni nei terminal petroliferi, mentre i porti commerciali restano aperti.

Altri incendi si sono verificati in Bahrein, dove sono stati presi di mira serbatoi di petrolio e carburante nei pressi dell’aeroporto internazionale. Il fumo è così denso che le autorità hanno invitato la popolazione a tenere le finestre chiuse. In Oman, invece, i vigili del fuoco stanno ancora cercando di domare le fiamme scoppiate nei depositi di carburante del porto di Salalah, mentre è stata disposta l’evacuazione delle navi dal terminal petrolifero come misura precauzionale.

Gli attacchi alle navi nel Golfo Persico sono stati almeno sei nelle ultime ore e lo stretto di Hormuz – passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio – è sempre più al centro della guerra in Medio Oriente. La situazione sta alimentando timori per la sicurezza delle forniture energetiche globali.

Le tensioni hanno spinto il prezzo del petrolio ai massimi degli ultimi anni. Il Brent del Mare del Nord ha superato i 100 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha sfiorato i 95 dollari. Nonostante l’intervento delle principali potenze per rassicurare i mercati, gli investitori temono che le interruzioni dei traffici possano prolungarsi.

Per limitare l’impatto della crisi, i 32 paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia hanno approvato all’unanimità un piano straordinario: saranno immessi sul mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche. Una quantità senza precedenti, anche se equivalente a pochi giorni del fabbisogno globale. Gli Stati Uniti contribuiranno con circa 172 milioni di barili, che verranno rilasciati gradualmente nei prossimi tre mesi nel tentativo di stabilizzare i prezzi e compensare le forniture bloccate nel Golfo.





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