Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato che le proteste scoppiate nel Paese sono state “violente e sanguinose” e mirate a fornire una scusa a Donald Trump per un intervento esterno. Secondo Araqchi, la situazione è ora “sotto controllo totale” e il governo sta lavorando con le autorità di sicurezza per ripristinare presto l’accesso a internet, anche per ambasciate e ministeri. Le dichiarazioni sono state riportate da Al Jazeera.
Intanto l’Unione europea valuta una risposta: l’Alto Rappresentante per la Politica estera Kaja Kallas ha detto di essere pronta a proporre ulteriori sanzioni contro Teheran in risposta alla repressione delle manifestazioni.
Secondo l’ong statunitense Hrana, i morti accertati sarebbero almeno 545, con quasi 10.700 arresti. Gli Stati Uniti, nel frattempo, valutano “opzioni concrete” di intervento, mentre da Teheran arrivano segnali di possibile apertura a negoziati.