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Ucraina: ore decisive a Lysychansk. Guarnigione ucraina a rischio accerchiamento

Le Autorità di Kiev smentiscono le dichiarazioni di Ramzan Kadyrov; “siamo nel centro della città”, aveva dichiarato il leader ceceno

2 lug 2022

Solitamente cauti i servizi di intelligence, riguardo gli annunci di Kiev sui danni inflitti alla macchina bellica russa. Le Forze armate hanno “eliminato finora 35.870 invasori”, è stato dichiarato oggi. Numeri non verificabili in modo terzo. Mentre resta un grosso punto interrogativo sulle perdite ucraine. Che si suppone siano piuttosto alte, in questa guerra di logoramento; e riguardino anche soldati esperti, difficilmente rimpiazzabili. Vuoti d'organico che, secondo alcuni analisti, potrebbero pregiudicare il raggiungimento di possibili successi strategici, derivanti dall'acquisizione di nuovi sistemi d'arma occidentali.

Questi ultimi si sarebbero comunque rivelati determinanti, per forzare l'evacuazione russa dall'Isola dei Serpenti. Il conseguente allentamento della pressione su Odessa, potrebbe consentire agli ucraini di ridispiegare risorse sul fronte del Donbass: una sorta di buco nero, che continua ad inghiottire vite; da una parte e dall'altra. E' Lysychansk l'epicentro dei combattimenti: ultimo avamposto di Kiev in una regione – quella di Luhansk – quasi completamente nelle mani dei russi. “Siamo nel centro della città”, ha dichiarato Ramzan Kadyrov. La notizia potrebbe essere priva di fondamento, e non sarebbe la prima volta, per il leader ceceno.

La Guardia Nazionale ucraina ha dal canto suo smentito che la città sia accerchiata; ma la situazione pare ormai compromessa per i difensori. Anche perché a nord si sarebbe consolidata una testa di ponte russa oltre il fiume Donets. Tutto ciò mentre prosegue – incessante – il martellamento dell'artiglieria, e le incursioni degli aerei da attacco al suolo; che rendono impraticabili le ultime – teoriche - linee di rifornimento verso il centro abitato. Strike anche su altre località dell'Ucraina orientale, come Sumy; nei giorni scorsi piccoli guadagni territoriali delle forze del Cremlino anche nella regione di Kharkiv: forse un diversivo, per mantenere bloccate truppe di Kiev su un fronte secondario. Stessa strategia, probabilmente, ma a parti invertite, a Kherson. L'esercito ucraino segnala dal canto suo la distruzione di un deposito di munizioni russo nel Donbass; ipotizzabile l'utilizzo dei lanciarazzi a lunga gittata Himars, forniti dagli Stati Uniti.





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