Non c'è una data precisa, ma la firma dell'accordo con l'Unione Europea si avvicina. Dopo l'ok della Commissione e più recentemente dell'Eurocamera ora, a livello europeo, manca solo il passaggio nel Consiglio Europeo, dove è richiesta l'unanimità dei 27 paesi membri. "Si sta lavorando con riferimento al mese di aprile. Si sta lavorando con riferimento al mese di aprile, per quello che potrebbe essere la data del Coreper dove si deciderà sul nostro accordo. I lavori del gruppo EFTA - afferma il Segretario agli Esteri, Beccari - vanno avanti e la Presidenza cipriota ci fa capire che intende il più possibile cercare di arrivare a questo traguardo nel mese di aprile".
Oltre a Beccari, alla sala Little Tony di Serravalle, anche i Segretari di Stato alle Finanze Gatti, all'Industria Fabbri e al Territorio Matteo Ciacci. Il focus della serata era sulle ricadute dell'accordo, in particolare, per le piccole e medie imprese ed è stato spiegato che potranno avere un accesso, praticamente, equivalente, agli stati membri, al mercato interno Ue e potranno partecipare, a differenza di ora, ad appalti europei.
Sul fronte finanziario-bancario si andrà, progressivamente, verso una maggiore concorrenza con possibili benefici per cittadini e imprese, ad esempio sul costo dei mutui e degli oneri finanziari.
Spazio, nella serata, anche ai partiti. Per la maggioranza ha preso la parola Giovagnoli del Psd, convinto sostenitore dell'Accordo Ue. "L'Islanda, che è nello spazio economico europeo, quindi un contesto molto simile a quello che avremo noi con l'accordo di associazione, il 26 di agosto va al referendum per chiedere l'adesione e non c'è nessun altro piccolo paese che chiede di uscirne. Io credo che questo contesto ci debba fare ultimamente quindi riflettere sulla bontà della nostra scelta di una maggiore integrazione".
Per l'opposizione è intervenuto Fabio Righi di Domani Motus Liberi, secondo il quale il processo di integrazione europeo di San Marino non è stato condotto al meglio. "Noi riteniamo che San Marino debba trovare la sua dimensione nel contesto del continente europeo, lo debba fare prima di ogni altra cosa con una idea chiara di che cosa vorrà fare nei prossimi anni, di quali sono i settori su cui si vuole puntare e sui quali ottenere, perché no, delle proroghe, perché no, delle normative più competitive. Per noi diventa importante capire come mantenere una propria competitività in un contesto internazionale. Oggi se ne fa una questione puramente di tifoserie, di pro e contro Unione Europea, ma non è mai stata questa la posizione del partito". Righi ha ribadito inoltre che su un passaggio di tale portata sarebbe opportuno il coinvolgimento della popolazione con un referendum.
Maggioranza e Governo, intanto, hanno nuovamente ribadito piena fiducia sulle ricadute positive dell'Accordo.
"Non saremo uno Stato membro ma non saremo neanche più considerabili extra comunitari al pari di oggi, - sottolinea Beccari - perché avremo una condizione di Stato associato e quindi avremo una condizione diversa. Questa sarà la grande differenza".