Mentre in Consiglio si apre l'atteso dibattito sull'affaire bulgaro e il cosiddetto “piano parallelo”, San Marino Group in una lettera aperta alle istituzioni ricostruisce la vicenda che ha messo in allarme l'intera Repubblica. La questione ruota attorno alla proposta di acquisizione di Banca di San Marino da parte di Starcom Holding, e al successivo sequestro di 15 milioni di euro, che ora si trovano sotto la custodia di Banca Centrale. Secondo quanto scritto, l'operazione era stata pensata per risolvere le difficoltà finanziarie di Banca di San Marino, che “aveva urgente bisogno di un apporto di capitale da 20 milioni”, e di Ente Cassa di Faetano, che “aveva debiti che non era in grado di onorare”.
La proposta di vendita sarebbe stata respinta da Banca Centrale – continua la nota - dopo che il Tribunale ha accusato Andrea Delvecchio, ex membro del CDA di Ente Cassa, di corruzione privata, legata a un contratto di consulenza che una delle società legali coinvolte aveva concluso con IBC, società intestata alla moglie di Delvecchio.
Riferisce, a nome del Congresso, il Segretario per la Giustizia Canti. “È evidente – dice - che la vicenda abbia travalicato gli aspetti meramente privati legati alla cessione di partecipazione societaria e abbia assunto i connotati di un profilo istituzionale e politico, rispondendo a un disegno più ampio volto ad esercitare pressione, condizionamenti, minare la credibilità del Paese, delegittimando le istituzioni e ostacolando il percorso di associazione con l’Ue”. Il Governo respinge le accuse, difendendo la legalità delle azioni intraprese, e lancia un appello all'unità per garantire la stabilità e l’integrità dello Stato, soprattutto in un momento cruciale per il processo di adesione all'Unione Europea. “Questo è il momento della responsabilità”, sottolinea, invitando tutti i membri del Consiglio a unire le forze per proteggere l’immagine internazionale del Paese.
L'invito all'unità è raccolto dal Pdcs: William Casali e Massimo Andrea Ugolini invitano a fare quadrato, mettendo da parte i distinguo e concentrandosi sulla difesa della Repubblica, per proteggere il cammino verso l’Unione Europea, obiettivo strategico per San Marino.
Il Segretario di Libera Giulia Muratori esorta inoltre a rafforzare le misure di prevenzione e vigilanza, per anticipare i rischi di operazioni sospette in un contesto internazionale in rapido mutamento. Non mancano le critiche. Matteo Casali di RF lamenta mancanza di trasparenza politica nella gestione della vicenda; Enrico Carattoni accusa il Governo di aver risolto rapidamente problemi legislativi per assecondare le richieste dell’investitore; Gaetano Troina di DML chiede chiarezza su chi lo abbia portato in Repubblica mentre Carlotta Andruccioli sottolinea come una vera collaborazione politica non possa esistere senza una completa condivisione delle notizie da parte del governo: “Non potete chiedere di fare squadra se non c’è volontà di condividere”. Sottolinea l'importanza di trasmettere le informazioni a tutte le forze politiche anche Gian Nicola Berti di AR: per comprendere il perimetro del problema, evitare sospetti e “avere più forza nel fare fronte comune in difesa delle istituzioni”. Definisce le accuse mosse dall’imprenditore bulgaro connotate da “metodo mafioso”, con Michele Muratori che invita a proteggere l'unità nazionale e la reputazione del Paese, senza cedere a pressioni esterne o interne, mantenendo la fiducia nel sistema giuridico e nel percorso di adesione all'Unione Europea.
La situazione – rimarca il Segretario al Lavoro Bevitori - non giustifica panico o speculazioni finanziarie, e se dovessero emergere implicazioni interne, sarà necessario un intervento forte e unito da parte di tutte le istituzioni sammarinesi. Il Segretario alle Finanze Marco Gatti risponde alle critiche dell'opposizione su mancata trasparenza: sottolinea che la proposta di rimuovere il vincolo del 51% per favorire gli investimenti è arrivata già nel 2023, ben prima che l'investitore bulgaro facesse la sua richiesta. Inoltre, chiarisce che il sequestro dei fondi non è nell'interesse dello Stato né della banca, ma una misura cautelare legata a procedimenti penali. E invita a non cadere in speculazioni politiche.
Il Segretario al Territorio sollecita una risposta collettiva e ben strutturata per proteggere il sistema bancario e la reputazione di San Marino, evitando reazioni isolate che potrebbero alimentare allarmismo e compromettere i progressi verso l'integrazione europea. “Il Congresso di Stato fa la sua parte, ma anche gli altri devono fare la loro”, promuovendo un lavoro di squadra.
Il Segretario agli Esteri Luca Beccari chiede poi alle istituzioni di mantenere l'indipendenza e non piegarsi a interferenze politiche, ribadendo che la priorità è garantire la legalità e l'affidabilità del paese.
Sul “piano parallelo” il Segretario Federico Pedini Amati assicura che sarà sempre in prima linea in difesa del paese, ma – aggiunge – con una partita così importante con l'Unione Europea “ci siamo presi un rischio che non dovevamo prenderci”.