Il 32° Consiglio ministeriale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa si riunisce a Vienna in un contesto segnato da profonde divisioni politiche, che rischiano di minare la sua capacità di intraprendere azioni in grado di risolvere i conflitti. Arriva infatti da più parti l'appello a riprendere un dialogo autentico, soprattutto in un momento storico segnato dalla guerra in Ucraina, che pone al centro dell'attenzione il delicato tema della sicurezza nell'area Osce. All'incontro, che riunisce i ministri degli esteri di 57 Stati e che cade nel 50º anniversario dell’Atto finale di Helsinki, partecipa anche San Marino.
Ricca l'agenda del Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari, che ha sfruttato gli spazi informali di dialogo con gli altri paesi. A margine della riunione ha quindi incontrato l'omologo della Germania, e poi i vice ministri di Moldova, Francia, Portogallo e Danimarca. Occasione per rafforzare rapporti già in essere e per tessere nuove forme di cooperazione, anche alla luce del percorso di associazione all'UE. Con la Francia ha firmato una dichiarazione d'intenti sul rafforzamento delle consultazioni politiche, e con la Moldova un Memorandum of Understanding, per intensificare la collaborazione in ambito bilaterale e multilaterale e promuovere scambi. Nel suo intervento, ha poi sottolineato l'importanza dei consessi multilaterali come l'Osce, rimarcando l'esigenza di riconfermare e promuove i principi dell’Atto finale di Helsinki, “che ha dato vita a un vero e proprio percorso di rinnovato dialogo in un contesto in cui l'Europa era divisa in due grandi blocchi e ovviamente la tensione durante la guerra fredda era ai suoi massimi storici. 50 anni dopo - afferma Beccari - celebriamo questo anniversario in un contesto in cui la regione è ancora sotto turbolenza per via della guerra in Ucraina, ma in generale per le incertezze che riguardano un po' tutta l'area e questa rinnovata corsa agli armamenti che sicuramente non tranquillizza nessuno”.
Poi, l'invito ad irrobustire il dialogo, per fare fronte comune di fronte alle grandi sfide, che sono le stesse per tutti, a prescindere dalle dimensioni territoriali. “Durante il nostro intervento in questa Assise abbiamo cercato di rimarcare l'importanza del multilateralismo come una condizione di fatto e di dargli sostegno economico, energie e di non lasciare spazio a quelle che sono solo logiche geopolitiche di armamento o di misurazione di forza, ma di ritrovare lo spirito vero del multilateralismo nel ricercare il dialogo, nelle forme di confronto e soprattutto nella risoluzione pacifica dei conflitti. Ovviamente abbiamo ribadito l'importanza di rivedere alcune regole che aumentino l'efficienza di questa organizzazione ma soprattutto di non abbandonare questa e le altre organizzazioni internazionali alle logiche di budget ma piuttosto di trovare il loro vero senso e scopo vitale”.