Ripresi i lavori della Sessione consiliare di gennaio, con le repliche del lungo dibattito sulla gestione del percorso di integrazione con l'Unione Europea; sulla scorta della relazione del Segretario agli Interni, e gli aggiornamenti del collega agli Esteri. Ieri confronto molto intenso e partecipato; con continui riferimenti, peraltro, al tema “disinformazione”. Dalle Opposizioni l'invito a Beccari a guardarsi dal “fuoco amico”. Prevista nel Comma anche la votazione dell'ordine del giorno presentato dai Gruppi di Maggioranza e dalle consigliere indipendenti Cecchetti e Pelliccioni. Primo a prendere la parola, nel pomeriggio, il Segretario di Stato Belluzzi. Iniziato un percorso affinché l'Accordo sia sviluppo; con la Direzione Funzione Pubblica sono state prese due strade: da una parte l'investimento in formazione, dall'altra l'implementazione delle funzioni dello Stato per far crescere imprese ed economia. Non sono spese – ha detto -, è crescita sana. Poi la replica di Giovanni Zonzini, RETE. Un possibile antidoto alla disinformazione sarebbe l'organizzazione di almeno una serata pubblica a settimana. Ha chiesto inoltre per quale motivo non sia stato creato un sito web dedicato. È tornato poi a chiedere chi, del Governo, finanzi il media “che porta avanti la campagna contro l'Accordo UE”; e per quale motivo. Citati i nomi dei Segretari Gatti, Bevitori, Lonfernini, Pedini, Ciacci. Sollecitato poi il rispetto della Legge sull'Editoria.
A stretto giro la risposta del Segretario Ciacci: “non ho mai pagato in vita mia Severini e mai pagherò Severini”. “Fino a due anni fa diceva che ero un matto”. Ha invitato inoltre RETE a fare la morale a qualcun altro. In Aula clima rovente; specie quando Ciacci ha accusato il Movimento di aver “fatto la legge sull'informazione per tappare la bocca a Serenissima”. Sollecitata l'applicazione della Legge. Serenissima “non mi risulta sia di Libera”. Secondo Enrico Carattoni, RF, non vi è uniformità di vedute in Congresso sull'informazione o disinformazione in merito all'UE. Il Congresso viola una disposizione di legge, ha detto: continua a finanziare ciò che non è finanziabile. È nuovamente intervenuto Zonzini, poi, per fatto personale. Il Governo – ha ribadito – finanzia il media. Ha dichiarato inoltre come nel 2021 Ciacci lo avesse intervistato, e l'intervista – ha aggiunto - finì su Serenissima. Quindi il Segretario di Stato Fabbri: definite ingiuriose e false le dichiarazioni di Zonzini e Carattoni; il Congresso, ha detto, non finanzia nessuno. Diversa, ha aggiunto, la situazione per ciò che riguarda i singoli Partiti. Si è detto d'accordo, in questo caso, nell'analizzare le eventuali forme di finanziamento. È stata la volta poi del Segretario Ciacci ad intervenire per fatto personale: non ho mai fatto interviste – ha detto – a Giovanni Zonzini. Rigetto al mittente queste accuse. Iro Belluzzi, Libera, ha parlato invece della necessità di fare un passo avanti concentrandosi sul tema del Comma. Pur sottolineando come fosse Segretario di Stato all'epoca della legge sull'informazione: l'articolo centrale, mai applicato, era legato – ha ricordato - alla conoscenza della proprietà. E ciò in un'ottica di trasparenza, senza voler colpire nessuno. Ma i blog di cui si parla – ha aggiunto - sono collocati al di fuori del territorio sammarinese. Richiamata la necessità per i politici di poter avviare azioni quando si è colpiti in maniera non corretta. Non tolleriamo di essere presi in giro, ha detto dal canto suo Matteo Casali, RF; abbiamo presentato 3 interpellanze affinché fosse rispettata la legge. Ci è stato risposto che giornale.sm è una testata che non esiste. Qui non si vuole chiudere la bocca a nessuno, ma la legge si rispetta. E la legge dice che la pubblicità può essere fatta sui canali regolarmente iscritti. Non finanziamo nessuna testata – né scritta, né online – ha detto dal canto suo il Segretario di Stato Gatti; quanto alle società partecipate che svolgono attività economica decidono il cda e il direttore. Sui contenuti di giornale.sm – ha continuato – “sicuramente” non condivido il tema dell'Europa. È poi tornato sulla questione dell'Accordo. “Il problema vero non è le opportunità che avremo, ma il rimanerne fuori cosa comporterà”. Se il sito non è sammarinese non vedo il motivo per cui alimentarlo, ha detto Gerardo Giovagnoli, PSD.
Se quella testata fosse filo-governativa avrebbe tutt'altra posizione sull'Europa, ha osservato Gian Nicola Berti, AR. Quel sito è finanziato con soldi pubblici attraverso sponsorizzazioni di enti parastatali che sono afferenti a Segreterie di Stato, ha detto Emanuele Santi, RETE. C'è un giornale che attacca un Segretario e porta su un piedistallo un altro. Dovete fare chiarezza all'interno della Maggioranza. Mirko Dolcini, DML, è tornato al tema del Comma; rispondendo ad un intervento di una consigliera di RF che aveva citato una nota dichiarazione del Premier canadese a Davos. Se vogliamo immaginare metaforicamente di essere al ristorante – ha detto – l'unica volontà di Motus è di evitare che San Marino, al tavolo, sia il cameriere, o che sia l'unico a pagare il conto, che rischia di essere troppo salato. Poi proprio Sara Conti, RF. La relazione del Segretario Belluzzi è molto dettagliata, ma temo che siamo troppo in ritardo. Non ci fa paura il contesto europeo, ma siamo contro la gestione dell'Accordo perché è stata trasformata in un argomento politico e non affrontata con la dovuta serietà, ha detto Fabio Righi, Motus. Ha parlato di salto nel buio e di relazione carente e tardiva. Lamentate mancate risposte, ad esempio, sulle valutazioni di impatto. Suggerita l'ipotesi di prendere un periodo di tempo – vista la competenza mista - per riflettere sullo sviluppo economico, o chiedere la riapertura del negoziato su alcune parti. Nessuno firma le cose senza sapere cosa succederà. Purtroppo l'Accordo ha natura mista e sarà necessario un ulteriore lavoro diplomatico per convincere gli Stati UE a ratificare al più presto, ha detto Giuseppe Maria Morganti, Libera. Rilevato inoltre come in Commissione Esteri all'Eurocamera pare vi siano state 5 astensioni; da qui la riferita necessità di un OdG che mostri la compattezza del Paese verso questo traguardo. Infine le conclusioni del Segretario Beccari. Ho capito che se non hai un giornale non sei nessuno, ha esordito, scherzando. Rivolgendosi a Motus ha detto come non si possa affrontare il dibattito partendo dall'idea che in Aula non si sappia dove si sta andando. Quanto al tema “disinformazione” ha detto che non è solo un problema locale; dobbiamo cercare di avere un approccio coeso di fronte ad informazioni false rispetto ad un percorso fatto nell'interesse della popolazione.
Si è a questo punto passati al terzo punto del Comma: la votazione dell'OdG - già presentato dai Gruppi di Maggioranza e dalle consigliere indipendenti Cecchetti e Pelliccioni -, affinché la relazione in oggetto diventi il primo nucleo del futuro Documento di Strategia Nazionale per il Recepimento dell’Accordo, con una serie di impegni per il Congresso, le commissioni consiliari e anche le rappresentanze consiliari. Tra questi le attività informative rivolte alla cittadinanza – compresa una piattaforma digitale - e la prosecuzione del confronto con le controparti italiane in tema di vigilanza bancaria.
Ad annunciare il voto positivo della Maggioranza Gerardo Giovagnoli, che ha espresso rammarico per l'annunciata non adesione delle Opposizioni; ritenendola in parziale contraddizione con le opinioni espresse in Aula. Importante, ha detto, riprendere il filo interrotto della condivisione: perché è adesso – ha aggiunto – che conta essere compatti. Quest'Aula ha già un odg approvato mesi fa che è dirimente, ha osservato RF; sottolineando come la non adesione odierna sia dovuta ad un gap di condivisione e alla volontà di evitare dietrologie politiche. Da qui la riferita necessità di una ripartenza.Siamo pronti alla ratifica. Questo OdG è estremamente ritardatario, ha osservato RETE. Ci asterremo.
Se si vuole condividere un percorso, anche in Commissione mista, occorre condividere tutte le informazioni. Daremo il nostro supporto alla ratifica, il nostro percorso è chiaro. Poi l'Indipendente di Opposizione Michela Pelliccioni: ho sottoscritto questo OdG perché è la prosecuzione di un mandato già chiaro che un'Aula compatta mesi fa ha dato a questo Governo.Posto l'accento sulla necessità di coesione, a fronte della riferita disinformazione. Infine Domani Motus Liberi; non sosterremo questo OdG: per noi questo è un tema serio che non può essere messo alla mercè di giochini politici. L'esigenza è dimostrare, di fronte ad una gestione carente, che il Paese è tutto in una certa direzione.Non ci uniformiamo al pensiero unico. È una presa per i fondelli. Quel documento non l'ha guardato neppure la Maggioranza. Ci risulta che è stata presentata un'altra domanda referendaria, facciamo finta che non ci sia?Da registrare anche l'intervento del Segretario Beccari, che si è rivolto proprio al consigliere Fabio Righi. Come fa a dire che abbiamo fatto in maniera superficiale, di fretta e furia quel documento? Dure accuse, poi, all'esponente di Motus.L'OdG – ha continuato – è stato scritto con molta attenzione; oltre a confermare il percorso lancia il tema della Relazione. Infine il voto: 38 favorevoli, 9 astenuti. Si è a quel punto passati alla seconda lettura del progetto di legge sulle Sandbox Normative. Il provvedimento della Segreteria Industria prevede l'introduzione di questo strumento con l'obiettivo di sostenere la crescita economica. Si tratta di uno spazio dove è possibile testare, per un periodo limitato – e in un contesto controllato -, progetti tecnologici innovativi, con la possibilità di derogare la normativa di settore. I risultati delle sperimentazioni possono poi essere utilizzati come base per eventuali modifiche delle norme di riferimento.
Registrata tuttavia in Commissione una difformità di vedute su alcuni punti: come dimostrano le due relazioni cui è stata data lettura. In quella di Minoranza – pur non essendovi contrarietà di principio allo strumento – si rileva come RETE ed RF avessero espresso sin da subito contestazioni di merito e di metodo. Contestate un'indeterminatezza del campo d'azione, poteri troppo ampi del Congresso, un ricorso ritenuto eccessivo a decreti e regolamenti, e così via. Non ultime una sovrapposizione con le funzioni della San Marino Innovation, e modifiche – contestate da tutte le forze di Opposizione – alla normativa sulle residenze. Motus si è comunque riservata, in sede di dibattito, di evidenziare la propria specifica posizione; ritenendo il progetto un'importante possibilità di sviluppo economico. Da qui il voto favorevole in Commissione. Nel proprio riferimento preliminare il Segretario Fabbri ha definito molto importante, per il Paese, la normativa. Posto l'accento sulla flessibilità dello strumento, la sua capacità di favorire l'innovazione e preparare il sistema a riforme strutturali. Ha fatto cenno poi ai tanti Paesi dove è già in vigore, anche l'Italia; dove però – ha osservato – non ha sfondato. Potrebbe farlo invece a San Marino – a suo avviso - grazie alla filiera corta. Inesistente, a suo avviso, il contestato “doppione” con la San Marino Innovation. Maggioranza compatta nel sostenere il provvedimento, con interventi di esponenti di PDCS, dell'Indipendente Giovanna Cecchetti. Temperatura in Aula tornata a salire con l'intervento di Emanuele Santi, RETE; ha paventato possibili distorsioni specie in ambito bancario-finanziario, per poi accusare il Segretario Fabbri di aver proferito – mentre parlava - insulti nei suoi confronti. E' quindi intervenuta la Reggenza per placare gli animi, richiamando toni consoni. Poi la replica per fatto personale del Segretario all'Industria. Biasimate in seguito da Gian Nicola Berti, AR, l'atteggiamento delle Opposizioni su questo PdL; non vedo l'ora di vedere come sperimentare questa normativa, ha detto; invitando a guardare il futuro, anziché perdersi in “dietrologie”. Fabio Righi, Motus, ha ricordato la genesi del progetto: ho scritto la normativa che discutiamo oggi, ha premesso, ricordando il proprio mandato da Segretario di Stato. Ha quindi spiegato la ratio del provvedimento; insistendo sulla necessità di puntare sulle peculiarità del Paese. Nel nostro essere piccoli abbiamo un ecosistema completo; la possibilità di normare velocemente. Dopo altri interventi si è passati all'analisi e votazione del testo. Già dai primi articoli confronto serrato.