Ripresi in mattinata i lavori del Consiglio, dopo una seduta notturna quasi interamente dedicata all'atteso Decreto-Legge sull'accoglienza di fino a 30 profughi palestinesi. Come prevedibile il dibattito è stato assai intenso, e non si è ancora giunti alla ratifica. In avvio il Segretario Beccari aveva sottolineato come il provvedimento si inserisca in una tradizione consolidata del Paese; ponendo l'accento sulla drammatica situazione a Gaza e respingendo ogni allusione a rischi di sicurezza. Biasimati dal collega Lonfernini i toni del dibattito pubblico e il riferito razzismo di una minoranza.
Aula complessivamente favorevole all'intento del Decreto. Fibrillazioni originate piuttosto dagli emendamenti presentati da Governo e Maggioranza; che fra le altre cose pongono una scadenza al 30 giugno 2027 per i permessi di soggiorno, e fissano condizioni all'utilizzo di alloggi pubblici. Contestata da RETE anche la scomparsa del riferimento all'unità familiare, oltre a duri affondi ad una parte della Maggioranza,accusata di aver assecondato pulsioni xenofobe emerse nel Paese. Critiche in questo senso anche da RF. Da Motus stoccate sulla gestione comunicativa dell'Esecutivo.
Anche oggi sedute che si preannunciano tese; come da OdG si è ripreso dal focus sul Comma relativo alla questione delle violenze su minori. Prevista la prima lettura del PdL delle Opposizioni per l'istituzione di una commissione d'inchiesta, cui seguiranno una serie di Istanze d'Arengo sempre legate alla vicenda-choc di Steven Raul James. Subito, dunque, la relazione sul progetto di legge. La Commissione – è stato rimarcato – avrà il compito di indagare in quali tempi le autorità siano venute a conoscenza della condanna definitiva del sammarinese poi arrestato in Italia, e se avesse precedenti specifici. Si dovrà inoltre chiarire – è stato aggiunto – se il Congresso ed il Segretario alla Giustizia avessero operato celermente e se i documenti prodotti in Consiglio corrispondano al reale accadimento dei fatti. PdL nato da un'esigenza forte, è stato sottolineato; ricordando lo sconcerto e le proteste pacifiche della cittadinanza. La relazione di settembre del Congresso di Stato ha cercato di “mettere una pezza”; da capire poi per quale motivo – è stato aggiunto - vi sia stata un'inerzia “raccapricciante” di oltre un mese che ha permesso alla persona in questione di circolare e lavorare all'interno delle scuole con la mansione di cuoco.
Il Segretario Canti – ha dichiarato Enrico Carattoni, RF – è evidente che ha cercato di “autoassolversi”, “ma in realtà probabilmente delle responsabilità nel suo operato ci sono, certo non di natura dolosa”, ma di natura colposa su tempi e modalità. Biasimata la scelta del fronte governativo di istituire una “commissioncina” tecnico-amministrativa, “che non ha alcun tipo di potere”, “che non esiste” nel nostro ordinamento. Infine la domanda: se “non c'è niente da nascondere”, perché non istituire una commissione d'inchiesta? Ha quindi preso la parola il Segretario Canti; ha innanzitutto fornito un aggiornamento sugli ultimi sviluppi.
Ricordata l'approvazione a settembre dell'odg per la nomina della commissione tecnico-amministrativa; la convocazione della Commissione Giustizia ad ottobre con il riferimento del Dirigente del Tribunale Canzio e la proposta introduzione di misure di prevenzione nelle more delle procedure di estradizione, come il fermo amministrativo. Ha invitato inoltre a riflettere sull'allargamento dell'estradabilità di sammarinesi, e sull'aggravamento di sanzioni per coloro che rendono false dichiarazioni per incarichi nella PA. A novembre, poi, dal Ministero della Giustizia italiano la richiesta di trasferimento di Steven Raul James al carcere di San Marino in forza della Convenzione di Strasburgo dell'83. Quindi la convocazione da parte dello stesso Canti, il 24 novembre, della Commissione affari Giustizia, per informare di questi ultimi sviluppi e conoscere gli orientamenti di Maggioranza e Opposizione. A seguire un sollecito del legale del condannato; informando come Steven Raul James in due occasioni fosse stato aggredito da un altro detenuto dovendo ricorrere a cure mediche, e non gli fosse presumibilmente stato concesso un supporto psicologico. Alla luce di ciò la decisione di Canti di convocare una nuova seduta della Commissione l'11 dicembre. “Seduta conclusasi senza un indirizzo politico condiviso sulla questione, perché la decisione spetta unicamente al Governo”. La questione è stata dunque sottoposta all'analisi del Congresso, che il 13 gennaio ha deliberato l'accettazione del trasferimento. Parallelamente il Congresso ha nominato i rappresentanti dei gruppi di Maggioranza della commissione tecnico-amministrativa, che dovrà redigere una relazione sulle linee d'azione operative affinché simili episodi non debbano ripetersi. “Spiace rilevare” che i gruppi di opposizione non abbiano fatto pervenire alcun nominativo.
Canti ha infine rilevato con rammarico come la politica sia profondamente divisa anche su questi temi; ricordando come il condannato abbia tutto il diritto di richiedere il trasferimento della pena a San Marino. I cittadini mantengono i propri diritti “anche quando compiono i reati più abietti”. Un trattamento differenziato avrebbe potuto creare un pericoloso precedente. La volontà di costituire la commissione tecnico-amministrativa è determinata da trovare soluzioni per il presente ed il futuro. Poi un'altra osservazione: se James avesse scontato per intero la pena all'estero, sarebbe stato impossibile non solo puntare su un percorso di rieducazione, ma anche applicare strumenti di controllo e sicurezza una volta che uscirà dal carcere. L'obiettivo, insomma, è non “abbassare mai la guardia”; ogni lacuna sarà affrontata con determinazione. Ha poi concluso ritenendo non accoglibile il PdL delle Opposizioni.
Il compito della politica non è fermarsi all'indignazione ma trasformarla in responsabilità, ha sottolineato Luca Lazzari, PSD. Il nostro ordinamento si è rivelato non sufficientemente attrezzato per gestire un caso di questo tipo. La commissione tecnico-amministrativa non è una scorciatoia; serve per capire dove il sistema ha fallito e come correggerlo. Il rischio di una Commissione d'inchiesta – viste le questioni di riservatezza del caso - è fare ulteriormente male alle vittime. La scelta del trasferimento nasce da convenzioni internazionali. Uno Stato non può agire sull'istinto; il trasferimento non è un premio, il condannato sconterà la pena per intero senza trattamenti di favore. Non stiamo parlando delle vicende successive all'arresto, ha però rimarcato Enrico Carattoni; ponendo l'accento piuttosto sulla presunta inerzia delle Autorità nel lasso di tempo precedente, una volta appreso della condanna in Italia. Da qui la domanda. Perché dite no alla commissione d'inchiesta? Perché la priorità è capire quali strumenti cautelari mettere subito in campo per evitare il ripetersi di fatti simili, ha replicato Massimo Andrea Ugolini, PDCS. Ci sono state forti lacune, ha osservato Sara Conti, RF; da aprile il soggetto lavorava all'asilo nido, e in questa finestra temporale vi è stata a giugno la richiesta di estradizione al Segretario Canti, che ha affermato di avere riferito a luglio al Congresso di Stato. Perché non ci si è domandati chi è quella persona? Non possiamo fare finta di niente. La volontà di istituire una commissione d'inchiesta – ad avviso di Gaetano Troina, DML – deriva dalla necessità di fornire poteri e copertura normativa all'organismo che dovrà verificare come sono andate le cose. Il problema della commissione tecnico-amministrativa è che non ha copertura normativa. E come potrebbe verificare l'operato del Congresso di Stato? Non funziona. E poi, che percorso di rieducazione si è pensato per il condannato? In Italia vi sono una serie di strutture dedicate. La richiesta delle Opposizioni è finalizzata a ricercare responsabilità in ambito politico; quando non vi è possibilità di agire da parte delle strutture amministrative, ha rimarcato Iro Belluzzi, Libera. E poi una domanda: cosa è accaduto dal 2021 ad oggi, perché la comunità non è riuscita a fare rete? Maria Katia Savoretti, RF, ha ricordato come il PdL fosse stato presentato ad ottobre. Ci sono grosse responsabilità. C'è stata grande superficialità.
Focus nuovamente sulla finestra temporale fra la richiesta di estradizione e l'arresto. Siamo di fronte all'elefante nella stanza, ha detto Matteo Zeppa, RETE. I fatti compiuti da James erano a conoscenza di 4 soggetti sammarinesi “esattamente il giorno dopo che erano stati commessi”. “La deficienza del sistema strutturato amministrativo, investigativo, ecc., è l'elefante nella stanza”. Se le responsabilità devono essere perseguite lo si deve fare con i canoni della commissione d'inchiesta, “perché potrebbe riaccadere”. I fatti sono stati commessi su 3 bambini di 10 anni e uno di 11. Quindi il Segretario Fabbri. Abbiamo la possibilità per individuare ciò che non ha funzionato; se si fosse saputo del rinvio a giudizio di James lo Stato avrebbe avuto gli strumenti per sospendere l'accesso alle liste di lavoro. Per impedire che ciò possa ripetersi è necessario innanzitutto fare in modo che i giudici comunichino agli uffici pubblici l'esistenza di un procedimento in corso altrove. In tal modo si sarebbe inoltre scoperta la falsa dichiarazione.
E' evidente il tentativo di coprire qualsiasi responsabilità, ha dichiarato Antonella Mularoni, RF. Riflessioni poi sulla Convenzione dell'83: è nelle mani prima di tutto degli Stati. Avete assecondato la richiesta del detenuto sammarinese; una valutazione discrezionale. Ha annunciato poi che le Opposizioni hanno individuato il proprio nominativo per la commissione tecnico-amministrativa: l'Avvocato Davide Grassi del Foro di Rimini. “Non ci stiamo a coprire proprio un bel niente”, ha assicurato Denise Bronzetti, AR; ricordando come all'epoca rivestisse il ruolo di Capo di Stato. E' stata nostra cura a suo tempo verificare immediatamente la successione dei fatti e la possibilità di avere tutti gli elementi per capire la vicenda. Ho continuato a farlo come membro della Commissione affari di Giustizia. All'interno della quale non c'è mai stata la volontà della Maggioranza di coprire alcunché. Anche da parte dei membri di Maggioranza è stata chiesta chiarezza. La documentazione è stata vagliata; il vero vulnus è il fatto che “certamente a San Marino alcune persone sapevano”. L'intento della commissione amministrativa è intervenire dal punto di vista normativo dove possono esservi lacune nell'ordinamento. Ma c'è una questione che riguarda la conoscenza e l'invio di sentenze prodotte oltreconfine. Da parte nostra non c'è alcuna contrarietà al trasferimento del condannato, nonostante abbia compiuto atti tremendi: così Andrea Menicucci, RF, crediamo nello stato di diritto. Poi una ricognizione delle tempistiche. Dal 12 giugno 2025 - con l'attivazione dell'Interpol in regime di segretezza - al 23 agosto 2025. Nel frattempo – ha dichiarato - il condannato aveva mantenuto le sue attività in Repubblica come cuoco di scuola dell'infanzia, nel mondo del calcio e come educatore in un oratorio. “Per due mesi il Congresso di Stato non ha fatto nulla”. Ha infine dichiarato di essere favorevole ad entrambe le commissioni.
Mirko Dolcini, DML, si è detto sorpreso dalla mancanza di “empatia” da parte del Governo. Di fronte all'indignazione della popolazione non riusciamo a dare una commissione “seria”. Necessario capire quali siano stati gli anelli deboli della vicenda; per tutelare i bambini. Avremmo bisogno di 10 commissioni. Riferimenti alle vicende del forteto, all'evasione di un pedofilo. Matteo Casali, RF, è tornato sulle tempistiche della vicenda, a partire dalla richiesta di estradizione. Chi doveva sapere sapeva. La relazione di settembre ha fatto “indignare”. La richiesta di responsabilità non è giustizialismo. Ribadita la non contrarietà al trasferimento del condannato. Ravviso che nella delibera di istituzione della commissione tecnico-amministrativa non ravvedo le problematiche rappresentate dall'Opposizione, ha detto Aida Maria Adele Selva, PDCS. Dove è disciplinata – si è chiesta però Carlotta Andruccioli, Motus - la commissione tecnico-amministrativa? Perché non è paritaria? Ribaditi poi una serie di altri interrogativi nel merito della vicenda. Vogliamo andare in fondo con lo strumento che riteniamo più efficace: la commissione d'inchiesta.
Gian Nicola Berti, AR, ha parlato di un “clima malsano”, del colpevole a tutti i costi. Sottolineando invece l'importanza del concetto di prevenzione. Sono mesi che discutiamo senza fare niente; la colpa della Maggioranza – a suo avviso – è stata nel tentare di coinvolgere l'Opposizione nella commissione tecnico-amministrativa. Solo oggi è stato fatto il nome del loro tecnico. Sono passati mesi, e i bambini continuano ad essere in pericolo. Ad avviso di Emanuele Santi, RETE, nella relazione di Canti si è cercato di spostare il tiro su altri temi, come quello del trasferimento. Vogliamo invece accertare le responsabilità politiche. Il primo settembre – ha aggiunto - James era ancora iscritto nelle liste di collocamento. Il dubbio è che vi sia stata una volontà politica di non intervenire. Se vi sono responsabilità bisogna verificarle, ha rimarcato Vladimiro Selva, Libera. Dibattito che sconta l'incapacità della politica di affrontare veramente le questioni, ma dividersi in parti pro o contro, ad avviso di Manuel Ciavatta, PDCS. Nella commissione tecnico-amministrativa anche l'Opposizione può verificare. Con questo PdL non si vuole affrontare la problematica, ma cercare qualche colpevole. Tutti vogliamo fare chiarezza. Partiamo dalla verifica di elementi oggettivi. Ma non si può cogliere ogni occasione per gettare queste situazioni sul piano della polemica politica. Si è arrivati infine al commento conclusivo del presentatore del PdL. L'auspicio di Enrico Carattoni è che nel lasso di tempo che precederà la seconda lettura vi sia un ripensamento delle forze più “responsabili” della Maggioranza nel voler promuovere la Commissione d'inchiesta.