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Commissione Sanità, chiesto al governo un piano contro la violenza giovanile

Sul tavolo anche la partita del nuovo segretario dopo il passo indietro di Venturini

di Pierluigi Mandoi
13 lug 2026

“Un allarme sociale che la politica sta sottovalutando”. Così la presidente della commissione Sanità, Denise Bronzetti, ha definito i recenti episodi di cronaca che si sono verificati nel territorio della Repubblica: dalle minacce di un paziente a un medico dell’Iss alla violazione della privacy commessa da un altro paziente utilizzando occhiali smart, fino alla recente aggressione in via Giacomini da parte di un gruppo di giovani nei confronti di un 46enne. Cosa significano questi avvenimenti e come deve rispondere la politica: questo il tema su cui si è concentrato il Comma Comunicazioni.

La risposta alla violenza giovanile deve essere soprattutto culturale, ha detto Miriam Farinelli di Repubblica Futura, e dalla maggioranza Aida Maria Adele Selva del PDCS ha affermato che va indagato il disagio della società intera, e degli adulti che per primi non rispettano le regole. Gaetano Troina di DML ha chiesto di intervenire per evitare che venga meno il senso di sicurezza dei cittadini e Guerrino Zanotti di Libera ha sottolineato la necessità di investire nella creazione di spazi di incontro sani per gli adolescenti. Al termine del dibattito, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno condiviso che impegna il governo a riferire in Commissione sugli episodi di violenza e a predisporre entro il 31 gennaio un piano di prevenzione del disagio giovanile, coinvolgendo ISS, sport, famiglie e terzo settore.

Sul tavolo della Commissione anche il tema della nomina del segretario alla Sanità dopo il passo indietro di Gian Carlo Venturini. Matteo Casali di RF ha attaccato duramente la maggioranza affermando che è al “capolinea della decenza” e, pur in presenza di temi irrisolti come le liste d’attesa, si occupa di quelli che Emanuele Santi di Rete ha definito “giochini di potere”. La risposta del segretario politico della DC ha invitato le opposizioni a non strumentalizzare la sua decisione, presa per senso di responsabilità - afferma - e non per divisioni all’interno del partito. La nomina, dice, era infatti stata decisa all’unanimità. Non manca però una piccola polemica nei confronti di un consigliere del suo partito che, a sua detta, “deve crescere ancora un po’” perché sul tema sarebbe stato “imbeccato dalle opposizioni”: parole che sembrano riferirsi a Lorenzo Bugli, che settimana scorsa a Palazzo Pubblico aveva invitato la DC a non fare forzature sulla nomina, nell’incertezza sull’applicabilità o meno al caso concreto della “legge dei dieci anni”.





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