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Direzione PSD, “L'Europa per rimettere in moto San Marino”

Occasione per fare il punto sui due anni di legislatura

di Annamaria Sirotti
11 set 2026

"La scelta compiuta due anni fa resta valida". La Direzione del PSD conferma le ragioni della partecipazione nella maggioranza e nel Governo, tracciando un bilancio sul lavoro fatto a metà legislatura. Riforma della cittadinanza, che ha avviato il riconoscimento di chi vive da anni a San Marino. Diritti: con il progetto di legge sul fine vita, genitorialità delle coppie omoaffettive, protezione degli animali, sostegno alla famiglia, edilizia sociale; equità, con il via alla sperimentazione dell'ICEE; lavoro, con l'accordo ponte per il Pubblico Impiego, come risposta alla perdita del potere d'acquisto.

Punto nodale è però l'Accordo UE, obiettivo cui il PSD guarda da tempo e che oggi legge come un passaggio imprescindibile in chiave sviluppo: "l'Europa può diventare il grande propulsore della modernizzazione di San Marino" - ricorda - mettendo in luce step importanti a corollario del percorso europeo: il passaggio all'IVA come chiesto da un settore, il manifatturiero, che da solo produce il 40% del PIL.

Altro nodo: il settore bancario e finanziario, chiedendo di “riprendere con forza” il lavoro sul clarifyng addendum nei rapporti con Banca d'Italia, per una maggiore apertura verso operatori solidi e capitali trasparenti. Poi, il ruolo di via del Voltone: “Anche da Banca Centrale è lecito attendersi di più” dice il PSD, perché “la stabilità che è stata garantita cominci a produrre risultati più visibili sul sistema che è chiamata a governare e accompagnare”.

Ancora, lo sviluppo economico, richiamando l'Agenda per la Crescita come luogo di confronto per scegliere priorità, misurare investimenti con un disegno complessivo: “Lo sviluppo di un Paese non può essere la somma di occasioni” - dice.

Riflessione interna, infine, di un partito che dialoga con il PD e il PSE e che investe nel gruppo giovanile GENSM. E la soddisfazione per la candidatura di Giovagnoli alla Reggenza, con l'auspicio che proprio il prossimo semestre sia quello della firma dell'Accordo: “il risultato della legislatura – conclude il PSD - si misurerà sulla capacità di utilizzare l'Europa per rimettere in moto San Marino”.






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