"La scelta compiuta due anni fa resta valida". La Direzione del PSD conferma le ragioni della partecipazione nella maggioranza e nel Governo, tracciando un bilancio sul lavoro fatto a metà legislatura. Riforma della cittadinanza, che ha avviato il riconoscimento di chi vive da anni a San Marino. Diritti: con il progetto di legge sul fine vita, genitorialità delle coppie omoaffettive, protezione degli animali, sostegno alla famiglia, edilizia sociale; equità, con il via alla sperimentazione dell'ICEE; lavoro, con l'accordo ponte per il Pubblico Impiego, come risposta alla perdita del potere d'acquisto.
Punto nodale è però l'Accordo UE, obiettivo cui il PSD guarda da tempo e che oggi legge come un passaggio imprescindibile in chiave sviluppo: "l'Europa può diventare il grande propulsore della modernizzazione di San Marino" - ricorda - mettendo in luce step importanti a corollario del percorso europeo: il passaggio all'IVA come chiesto da un settore, il manifatturiero, che da solo produce il 40% del PIL.
Altro nodo: il settore bancario e finanziario, chiedendo di “riprendere con forza” il lavoro sul clarifyng addendum nei rapporti con Banca d'Italia, per una maggiore apertura verso operatori solidi e capitali trasparenti. Poi, il ruolo di via del Voltone: “Anche da Banca Centrale è lecito attendersi di più” dice il PSD, perché “la stabilità che è stata garantita cominci a produrre risultati più visibili sul sistema che è chiamata a governare e accompagnare”.
Ancora, lo sviluppo economico, richiamando l'Agenda per la Crescita come luogo di confronto per scegliere priorità, misurare investimenti con un disegno complessivo: “Lo sviluppo di un Paese non può essere la somma di occasioni” - dice.
Riflessione interna, infine, di un partito che dialoga con il PD e il PSE e che investe nel gruppo giovanile GENSM. E la soddisfazione per la candidatura di Giovagnoli alla Reggenza, con l'auspicio che proprio il prossimo semestre sia quello della firma dell'Accordo: “il risultato della legislatura – conclude il PSD - si misurerà sulla capacità di utilizzare l'Europa per rimettere in moto San Marino”.