E' un bilancio amaro quello del Consigliere Gerardo Giovagnoli, di ritorno dal Kirghizistan, dove ha seguito le elezioni parlamentari anticipate, accompagnate da arresti e intimidazioni contro oppositori politici e giornalisti. Nel team del monitoraggio del Consiglio d'Europa, Giovagnoli ha potuto verificare direttamente sul campo come è stato represso il dissenso in quello che un tempo era considerato il paese più democratico dell'Asia centrale.
Gli alleati del presidente Zhaparov conquistano quasi tutti i seggi, lasciando all’opposizione una presenza simbolica. “Punto fondamentale non è il giorno delle elezioni ma ciò che è successo poco prima e ciò che già sta succedendo adesso, ovvero arresti di elementi dell'opposizione. Tra l'altro con qualcuno di loro sono anche in collegamento, quindi nei prossimi giorni saprò dire che piega sta prendendo la questione”, afferma il Capo della Delegazione Consiliare sammarinese presso l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, che evidenzia “un lento - ma in accelerazione - spostamento verso un sistema da repubblica parlamentare ad una repubblica in cui non si può neanche dire presidenziale, ma in cui il presidente ha poteri quasi da re, condividendone un po' con il capo dei servizi segreti. Quindi restrizioni delle libertà, attacco ai giornalisti, mancata possibilità di esprimere contrarietà”.
Quanto al risultato elettorale, “tutto sommato si sapeva già all'inizio che, per la legge elettorale, nessuno potesse ottenere una maggioranza se non una sommatoria di candidati individuali che sosterranno con sicurezza il presidente stesso. Quindi una sorta di manifestazione simulata di una democrazia che regola il potere attraverso il voto. Il potere – conclude Giovagnoli - si sta concentrando sul presidente”.