Niente bando di gara, ma l'estensione dell'accordo già in essere con la società riminese Summertrade Srl, motivata da ragioni di efficienza economica e dalla necessità di concentrare le risorse dell'Istituto per la Sicurezza Sociale sulle sue funzioni primarie. È quanto emerge dalla risposta che la Segreteria di Stato alla Sanità ha fornito all'interpellanza presentata da Repubblica Futura in merito all'esternalizzazione del servizio mensa dell'Ospedale di Stato. Il Governo, dati alla mano, difende la scelta di affidare la gestione dei pasti alla società del gruppo IEG, quantificando un risparmio netto di circa un terzo rispetto alla spesa attuale per singolo pasto, oltre ai costi di manutenzione.
La Segreteria chiarisce che il servizio mensa non rientra nelle missioni fondamentali dell'Istituto. Citando le normative vigenti, la risposta afferma testualmente che "l’erogazione di servizi di cucina e ristorazione ospedaliera non è ricompresa fra le finalità dell’ISS né fra le sue funzioni tipiche e caratterizzanti in connessione con la missione e funzione dell’Istituto". L'ISS, si legge, deve perseguire finalità di assistenza, ricerca e previdenza, mentre la gestione diretta delle cucine è considerata un'attività accessoria che può essere delegata.
Rispondendo alla precisa domanda di Rf, la Segreteria spiega che il costo annuale del servizio cucine calcolato sul triennio 2023-2025 ammonta a 1.036.276,49 euro. La maggior parte, circa 542mila euro, è per i 16 addetti che se ne sono occupati fino ad oggi. Seguono le materie prima con circa 257mila euro, mentre la terza voce, 67mila euro, è per "Compostabile e termo-sigillatura".
A pesare sulla decisione c'è anche la necessità di interventi sui locali delle cucine. L'Azienda Autonoma di Stato per i Lavori Pubblici ha stimato in circa 450.000 euro i costi necessari per l'adeguamento delle cucine attuali, senza contare gli oneri per i macchinari e i disagi dovuti a otto mesi di cantiere. Passando al privato, il Governo prevede un abbattimento dei costi di gestione corrente. Il costo della nuova "giornata alimentare" (comprensiva di colazione, pranzo, merenda e cena) è fissato a 11,50 euro contro gli oltre 16 della gestione interna per un "risparmio di € 5,29 a giornata alimentare pro capite".
Sulle modalità di assegnazione, la Segreteria conferma che non è stato indetto un nuovo bando pubblico. "L’esternalizzazione del servizio di ristorazione - scrive la Segreteria - avverrà mediante modifica ed implementazione del già esistente affidamento in favore della Società Summertrade S.r.l. del medesimo servizio riferito alla RSA La Fiorina ed al Centro “Colore del Grano”". La scelta di non "sperimentare nuovi partner privati" viene giustificata con la volontà di affidarsi a un soggetto con cui esiste già un "proficuo e consolidato rapporto di collaborazione" e dal fatto che "la qualità della somministrazione resa risulta già acclarata e verificata in forza dell'attuale proficuo e consolidato rapporto dl collaborazione".
Repubblica Futura aveva già bocciato la scelta dell'Iss. "Uno dei vanti della nostra struttura sanitaria - ha scritto qualche settimana fa il partito di opposizione - sarà esternalizzato. Questo è il livello di attenzione che il governo riserva al paziente con il paradosso, ad esempio, che un bambino a scuola ha cibo preparato dalla cucina interna mentre in ospedale ci sarà un “pasto veicolato”, ossia preparato in un centro cottura, poi distribuito e rigenerato in ospedale. Dal 2026 il governo ha scelto la soluzione efficiente e sicura per abbattere un costo fisso nel bilancio ISS, con buona pace della qualità dell’assistenza".