È uno dei temi più discussi e delicati: la seconda lettura del progetto di legge sul fine vita, proposto dall'Associazione Emma Rossi, che torna al centro dei lavori del Consiglio Grande e Generale.
“Nei prossimi mesi verrà approvata la norma – ha dichiarato nel consueto discorso conclusivo della Festa dell'Amicizia il segretario politico del PDCS Gian Carlo Venturini - alla quale il nostro partito ha contribuito, riaffermando e riconoscendo il diritto alle cure palliative e all’accompagnamento dignitoso della persona malata fino alla fine della vita, evitando ogni prospettiva di solitudine, abbandono terapeutico o possibilità di eutanasia”.
Il progetto di legge una volta approvato potrà rappresentare un avanzamento sul piano del rispetto effettivo della libertà personale in quanto, spiega l'Associazione Emma Rossi, “tutela il diritto alla salute, alla dignità, alla integrità fisica e psichica e all’autodeterminazione della persona” e stabilisce che “nessun trattamento sanitario possa essere iniziato o continuato senza il consenso libero e consapevole della persona interessata” e che “con le stesse modalità con le quali è stato prestato, il consenso può essere in qualunque momento revocato anche quando la revoca comporti l’interruzione del trattamento sanitario”. La legge stabilisce anche, in previsione di un eventuale futura incapacità la possibilità di esprimere, ora per allora, le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari con le Disposizioni Anticipate di Trattamento Sanitario (DATS) e detta disposizioni in materia di cure palliative intese quale parte integrante del diritto alla salute delle persone malate e prevede l’adozione delle misure che consentano di rendere effettiva la volontà di donare organi e tessuti dopo la morte a scopo di trapianto o di ricerca.
Proprio in questi giorni anche in Italia si è tornati a parlare di fine vita. Il Veneto è diventata la prima regione governata dal centrodestra, la quarta in tutto lo stivale, a definire tempi e procedure per il suicidio medicalmente assistito.