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Il rischio di una nuova questione morale, su 'affaire Bsm' ed ecomostro ex Symbol, domina il dibattito in aula

Rossano Fabbri: "Ar non tollererà chi vuol demolire li lavoro di riqualificazione del Paese". Matteo Ciacci propone task force per controllare la serietà degli investitori esterni. Pedini Amati: "Serve una verifica, questo Governo non sta funzionando"

di Luca Salvatori
15 dic 2025

Clima particolarmente acceso in aula all’avvio della sessione di Bilancio. Il dibattito introduttivo in comma comunicazioni è stato dominato dal tema del possibile riemergere di una nuova “questione morale”, finita al centro — seppure con accenti diversi — della maggior parte degli interventi. Ad accendere le micce Matteo Zeppa, di Rete, che ha evocato presunte interferenze democristiane, citando anche il consigliere Marino Albani, nel tentativo fallito di scalata alla Banca di San Marino da parte di un imprenditore bulgaro. Zeppa ha inoltre richiamato la proposta di acquisto dell’ecomostro ex-Symbol da parte dell’imprenditore Serafino Iacono, console onorario di San Marino a Bogotá, figura discussa sulla stampa colombiana per presunte operazioni opache e per la sua contiguità con l’ex presidente Uribe, recentemente condannato a dodici anni.

Su questo dossier, Zeppa ha depositato un ordine del giorno per impegnare il Congresso di Stato a verificare se sussistano le condizioni per la permanenza di Jacono nel corpo diplomatico sammarinese. Nel dibattito è poi intervenuto il Segretario di Stato Rossano Fabbri, che da un lato ha dichiarato di non temere una nuova questione morale, assicurando la piena disponibilità a contrastarla, dall’altro ha lanciato un avvertimento agli alleati, e in particolare alla Democrazia Cristiana: «Alleanza Riformista — ha affermato — non tollererà mai che qualcuno possa demolire il grande lavoro di riqualificazione del nome di San Marino che stiamo portando avanti».

Dal Segretario di Stato Matteo Ciacci è arrivata invece la rivendicazione della centralità di Libera sul tema della questione morale, accompagnata dalla proposta di istituire una task force composta dai vertici di Tribunale, Banca Centrale, AIF e Gendarmeria, con il compito di verificare la solidità e l’affidabilità dei grandi investitori interessati a realizzare progetti imprenditoriali in Repubblica. RF, così come Domani Motus Liberi, ha messo in evidenza confusione, contraddizioni e posizioni divergenti, anche all’interno degli stessi partiti di maggioranza. A difesa della linea democristiana sono intervenuti i vertici del partito:

«La Democrazia Cristiana — ha dichiarato il Segretario Pdcs Gian Carlo Venturini — non accetta e non accetterà mai compromessi sulla questione morale. È l’unico partito di questo panorama politico che ha avuto il coraggio di fare chiarezza al proprio interno». Sulla stessa linea il vicesegretario Pdcs Manuel Ciavatta, che ha respinto «attacchi a colleghi e a un gruppo di maggioranza che sta lavorando per far crescere il Paese», richiamando anche il recente miglioramento del rating deciso da Fitch e Morningstar.

A chiudere la seduta mattutina è stato il Segretario di Stato del PSD Federico Pedini Amati, con un giudizio netto: «Questa maggioranza e questo governo non stanno funzionando. Questo è il dramma». Da qui l’appello a un confronto serio all’interno della coalizione, «altrimenti — ha concluso — si dia alla cittadinanza la voce che merita».





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