Bonus bebè, congedo di paternità e parentale, permesso per allattamento e parametri aggiornati per gli assegni familiari: sono alcune delle novità dell'attesa legge a sostegno della famiglia. Al testo sta lavorando la Segreteria guidata da Stefano Canti che, in Commissione Interni, ha consegnato una bozza del provvedimento.
Tra le finalità: promuovere e sostenere la genitorialità, contrastare la denatalità, valorizzare la crescita di bambini e bambine e tutelare lavoratrici e lavoratori che vogliono mettere su famiglia. Uno dei principi chiave è l'equa ripartizione della responsabilità tra uomo e donna.
Una delle proposte riguarda il congedo di paternità di 20 giorni, retribuiti al 100 per cento, anche non continuativi ed entro i primi cinque mesi dalla nascita. Previsto il congedo parentale, per la madre, per il padre o per entrambi a turno, nei primi 18 mesi di vita del bambino. Stessa cosa per i genitori adottivi, guardando al momento di ingresso in famiglia. I genitori potranno contare anche sul permesso per allattamento e sugli assegni familiari (sui parametri di quest'ultima misura si sta ragionando). Riconosciuto il diritto al part-time ai genitori, alternativamente tra loro, entro i primi quattro anni.
Un'innovazione è rappresentata dalla figura del “caregiver”, cioè la persona che potrà accudire un familiare con gravi problemi di salute ricevendo un sussidio di sostentamento. Sul fronte solidarietà, confermata la possibilità di donare le ferie ai colleghi con congiunti in situazioni difficili. Nella bozza anche il bonus bebè di 1.000 euro. E un contributo statale per le coppie maggiorenni di sesso diverso che intendano ricorrere alla procreazione medicalmente assistita.
Scopo della legge è cercare di invertire il trend, apparentemente inarrestabile, del calo delle nascite. In Commissione gli ultimi dati: nei primi 10 mesi del 2025, 135 i nuovi nati (18 in più rispetto allo stesso periodo del 2024). Numeri incoraggianti, ma ancora lontani dalle cifre del passato.