Approvato con 34 voti favorevoli e 2 contrari il pdl che modifica le norme sulla cittadinanza sammarinese per naturalizzazione. La principale novità riguarda l’abrogazione, per i naturalizzati, dell’obbligo di rinunciare alla cittadinanza d’origine. Hanno annunciato voto favorevole Pdcs, Libera, Psd, Rete, Dml e l’indipendente di maggioranza Giovanna Cecchetti. Gian Nicola Berti, capogruppo di Alleanza Riformista, ha annunciato voto contrario (Denise Bronzetti di AR ha votato a favore). Repubblica Futura non ha partecipato al voto.
Secondo Gaetano Troina di Domani Motus Liberi, il provvedimento interviene su un tema delicato che richiede una revisione complessiva della normativa: risolve alcune distorsioni ma ne apre altre. Nicola Renzi di Repubblica Futura ha sottolineato che la questione avrebbe meritato un approfondimento maggiore, giustificando così la non partecipazione al voto. Paolo Crescentini del Psd ha definito la norma un passo importante verso gli standard europei e ha confermato l’impegno a rivedere in prospettiva l’intera legge sulla cittadinanza. Guerrino Zanotti di Libera ha evidenziato che l’abrogazione elimina un obbligo ormai superato, riportando San Marino al passo coi tempi. Marinella Chiaruzzi del Pdcs ha dichiarato che la riforma valorizza l’integrazione, richiedendo la conoscenza della lingua italiana della storia e delle istituzioni e ha chiesto che il regolamento attuativo venga definito rapidamente. Per Giovanna Cecchetti, indipendente di maggioranza, il pdl è equilibrato, risponde all’istanza d’Arengo e allinea il Paese agli organismi internazionali. Matteo Zeppa di Rete ha parlato di “un passo di dignità”, che supera discriminazioni del passato. Gian Nicola Berti di Alleanza Riformista ha ribadito contrarietà al provvedimento, paventando possibili ricadute sulla sovranità e sull’identità dello Stato, esprimendo preoccupazione per la superficialità della norma e per il suo impatto istituzionale.
L'aula ha poi approvato la procedura d'urgenza - e cioè una sola lettura- per l'esame del pdl (presentato da tutti i gruppi consiliari e dalle consigliere indipendenti Giovanna Cecchetti e Michela Pelliccioni) volto ad eliminare la riprensione, tra le pene previste per i reati afferenti alla violenza di genere, poiché ritenuta troppo mite rispetto alla gravità ed al disvalore di reati come molestie sessuali o atti persecutori. La votazione del pdl attesa nel pomeriggio alla ripresa seduta.