Non può esserci ripresa, né sviluppo, senza il silenzio delle armi. Le macerie dei conflitti non distruggono solo il presente, ma ipotecano il futuro delle prossime generazioni. Alla 33ª Sessione Annuale dell’Assemblea Parlamentare dell'OSCE a L'Aia, la delegazione di San Marino alza la voce per rimettere al centro della diplomazia il valore della vita umana.
Se il Capo Delegazione Oscar Mina traccia la linea sul fronte tecnologico, lanciando l'allarme sui rischi dei sistemi di Intelligenza Artificiale nella manipolazione dell'informazione, dal consigliere Michele Muratori, alla Seconda Commissione, arriva un appello che unisce l'analisi geopolitica alla più profonda empatia umanitaria. “Non può esistere alcuna sicurezza economica duratura tra le macerie e la distruzione di un conflitto – afferma Muratori. Il nostro primo e più importante pensiero deve andare alle popolazioni civili che in questo preciso momento stanno soffrendo. Dietro i dati macroeconomici di cui discutiamo, dietro le stime dei danni strutturali ci sono milioni di famiglie private dei diritti e della dignità più elementari”.
Dall'Ucraina ferita all'emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza: il Titano porta la voce dei piccoli Stati nel cuore del dibattito multilaterale. L'acqua, l'energia e i servizi di base devono tornare a essere strumenti di cooperazione e mai più armi di pressione geopolitica. “Proteggere queste vite vulnerabili e restituire loro una speranza di normalità – continua Muratori - deve essere il vero motore di ogni nostra decisione finanziaria e politica. La distruzione sistematica delle reti civili ed elettriche e l'ecocidio in corso nei territori colpiti minano direttamente la sicurezza alimentare, energetica e climatica di tutti i nostri paesi. Coordinare i piani internazionali per la ricostruzione economica di Kiev e la bonifica ambientale dei terreni è un dovere multilaterale imprescindibile, un atto di solidarietà concreta per ridare un futuro e una terra vivibile alla popolazione ucraina.
Ma con la stessa profonda empatia e preoccupazione la nostra bussola multilaterale deve guardare la catastrofe in corso in Palestina e in particolare nella striscia di Gaza”. Per Muratori, sia in Ucraina che in Palestina, la tutela della dignità umana, la salvaguarda dell'ambiente, la ricostruzione dei sistemi economici locali sono le uniche vie possibili per gettare i semi di una pace vera e duratura. Un richiamo alla responsabilità internazionale condiviso anche dalla delegata Sara Conti nei tavoli di lavoro, e destinato a pesare sulla "Dichiarazione dell'Aia", il documento finale che guiderà le raccomandazioni politiche per i governi di tutta l'area OSCE.