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"Numeri, non slogan": Il PDCS risponde alle critiche dell'opposizione mettendo sul tavolo "dati reali"

Dai riconoscimenti internazionali, alla raccolta bancaria fino ad un mercato del lavoro con disoccupazione ai minimi storici. “I risultati - rimarca la DC - sono evidenti a prescindere da ogni narrazione politica”

di Monica Fabbri
9 gen 2026

È stato un 2025 impegnativo dal punto di vista politico ma anche di riconoscimenti da parte degli organismi internazionali. Ecco quindi che il nuovo anno si apre con l'invito del Pdcs a ripartire dai dati reali, come risposta agli attacchi dell'opposizione, che ha accusato Governo e maggioranza di mancanza di idee e progettualità, rappresentando San Marino come un Paese in grave difficoltà economica. Via delle Scalette pone dunque l'accento sulla crescita confermata dal FMI, sul ritorno in fascia “investment grade” certificata da Fitch, ma anche su imprese in espansione e disoccupazione ai minimi storici.

“Numeri, non slogan” - scrive, allegando le tabelle presenti sulla homepage dell’Ufficio Statistica che fotografano l’andamento del PIL e dell’occupazione. L'analisi parte dall’ultimo report del Fondo Monetario Internazionale, che descrive un’economia che mantiene slancio positivo e stima una crescita reale dell'1,0% nel 2024 con rafforzamento a 1,2% nel 2025, sostenuta dalla robusta domanda interna, condizioni finanziarie in miglioramento e mercato del lavoro forte. Quadro che – rimarca la Dc - “non significa assenza di sfide, ma smentisce la narrazione di un Paese in declino strutturale”.

Focus, poi, sulla credibilità internazionale. Il PDCS ricorda che a dicembre Fitch ha alzato il rating sovrano di San Marino a “BBB-” con outlook positivo, facendolo quindi rientrare tra i Paesi che il mercato internazionale considera a rischio contenuto ed investimento sicuro. Guardando alla raccolta bancaria, dopo la perdita di oltre un miliardo negli anni del Governo di Adesso.sm – rileva Via delle Scalette - si assiste ad un ritorno della fiducia nel sistema. La raccolta è infatti passata dai 5 miliardi di inizio 2020 ai circa 7 miliardi del 2025. Riguardo al mercato del lavoro, il Pdcs cita quanto riportato sul Bollettino di statistica in cui si sottolinea una “disoccupazione ai minimi storici”.

“I risultati sono evidenti a prescindere da ogni narrazione politica”, conclude il partito che – guardando alle prossime sfide - conferma la volontà di attuare interventi puntuali e soluzioni strutturali per rispondere a denatalità, costo della vita, welfare, competitività, ambiente, energia e consolidamento del sistema bancario e finanziario.

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