Ora le candidature sono ufficiali. William Casali e Gerardo Giovagnoli sono i nomi indicati per la prossima Reggenza, nel semestre dal primo ottobre 2026 al primo aprile 2027. Il Consiglio procederà all'elezione il 15 del mese. È la prima volta per entrambi.
Casali è stato designato all’unanimità dalla Direzione e dal Gruppo consiliare democristiano mentre il Psd ha scelto Giovagnoli, sottolineandone il lungo impegno politico e istituzionale e, in particolare, il ruolo nelle relazioni internazionali e negli affari europei.
Sarà una Reggenza che si aprirà nel pieno di un passaggio storico per San Marino. L’Accordo di associazione con l’Unione Europea è ormai arrivato alla fase della firma, attesa tra la fine di settembre e primi di ottobre. Se avvenisse dopo il primo ottobre, Giovagnoli e Casali vivrebbero dunque da Capitani Reggenti uno dei momenti più significativi del lungo cammino europeo della Repubblica. Una coincidenza dal valore particolare per Giovagnoli, impegnato da anni proprio sul dossier europeo.
Il percorso, intanto, ha superato uno degli ultimi grandi ostacoli. Dopo l’unanimità raggiunta dal Coreper, il 16 luglio il Consiglio dell’Unione Europea ha autorizzato la firma e l’applicazione provvisoria dell’Accordo. Ora restano gli ultimi passaggi. Trattandosi di un accordo misto, la firma e la ratifica coinvolgono l’Unione Europea, i 27 Stati membri, San Marino e Andorra. Sul versante europeo servirà il consenso del Parlamento europeo, prima della conclusione formale da parte del Consiglio dell’UE.
Parallelamente procederanno gli adempimenti interni: a San Marino l’Accordo dovrà passare in Consiglio Grande e Generale per la ratifica, mentre Andorra dovrà affrontare anche il referendum annunciato dal Governo. Poi il percorso più lungo delle ratifiche dei 27 Stati membri, necessario per arrivare alla piena entrata in vigore dell’Accordo. Senza però dover attendere la conclusione dell’intero iter: l’applicazione provvisoria consentirà infatti di anticiparne gli effetti previsti, segnando concretamente l’ingresso di San Marino in una nuova fase dei rapporti con l’Europa. Una parte minima di questi aspetti, relativi a normative su pagamenti, invece, resteranno di competenza dei parlamenti nazionali. Entreranno in vigore, quindi, solo a ratifica avvenuta.