35esima edizione incentrata sul tema della ridefinizione del multilateralismo in un’epoca di divisioni e trasformazioni.
"Ho partecipato al primo dei due panel che mi vedono protagonista alle Nazioni Unite di Ginevra - spiega l'Ambasciatore Paolo Rondelli - a questo High-Level Meeting promosso dal Nizami Ganjavi International Center, un think-tank con sede a Baku, ma che lavora in tutto il mondo, di cui faccio parte già da qualche tempo e raccoglie personaggi che, dalla politica, dalle istituzioni o anche dalla società civile, partecipano per la costruzione di un processo di pace attraverso il dialogo. Fra i membri ci sono Yves Leterme, Teresa May, Gordon Brown, solo per fare alcun esempi, o Paolo Gentiloni. Questa mattina ho partecipato al panel sulla mobilità, la migrazione e la salute, e le interfacce che questi aspetti possono creare, principalmente portando il punto di vista di un piccolo Paese come il nostro, l'unico rappresentato in questa sessione, peraltro, e quella che è stata la nostra esperienza sia durante la pandemia Covid - che mi vedeva da poco membro del Consiglio Generale, Presidente della Commissione Affari Esteri - ma anche poi l'esperienza politica importante di San Marino nell'ospitare i profughi ucraini. Questo in un contesto, in una linea importante, che girava attorno ad una domanda fondamentale: quale può essere l'interfaccia tra i singoli Paesi, indipendentemente dalla loro dimensione, e le istituzioni internazionali, siano esse agenzie delle Nazioni Unite che dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nel video, in collegamento Zoom, l'ambasciatore Paolo Rondelli