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Piano Parallelo: bocciato l'odg di opposizione ma la maggioranza si divide

Cittadinanza per naturalizzazione: avviato l'esame del pdl che rimuove l'obbligo di rinuncia alla cittadinanza d'origine

17 feb 2026

Una volta fallito il tentativo di arrivare a un ordine del giorno bipartisan, dopo il dibattito sul “Piano Parallelo”, il Consiglio ha respinto quello presentato dalle opposizioni per l’istituzione di una commissione d’inchiesta — con un pdl da depositare entro il 28 febbraio — con 20 voti contrari, 11 favorevoli, 8 astenuti e un non votante. Un esito che ha messo in luce anche visioni non perfettamente allineate all’interno della maggioranza.

Tutti i consiglieri del Pdcs hanno votato contro, mentre gli alleati si sono espressi in ordine sparso, con orientamenti differenti anche all’interno degli stessi gruppi. Eclatante il caso di Libera, con quasi tutti i consiglieri astenuti, così come quello del Psd, dove ha prevalso la non partecipazione al voto. In Alleanza Riformista due i voti contrari, quelli di Gian Nicola Berti e Maria Luisa Berti, mentre Denise Bronzetti ha scelto di non votare. Il partito si è detto favorevole alla commissione d’inchiesta, ma non al suo avvio immediato mentre sono ancora in corso le indagini.

Durante il dibattito il capogruppo del Pdcs, Massimo Andrea Ugolini, aveva preannunciato la contrarietà del partito all’istituzione della commissione in presenza di un procedimento penale aperto, precisando che l’ordine del giorno elaborato dalla maggioranza — poi non depositato nei tempi previsti — mirava soprattutto a ribadire la vicinanza alle istituzioni e agli apparati dello Stato. La replica è arrivata da Enrico Carattoni di Repubblica Futura, che ha ricordato come nel 2019, nel caso Cis, la commissione d’inchiesta fosse stata istituita a indagini non ancora concluse, evidenziando quindi un possibile doppio standard. Sulla vicenda le opposizioni hanno convocato una conferenza stampa immediata.

I lavori dell’aula sono poi proseguiti con l’esame del progetto di legge sulla cittadinanza per naturalizzazione, che prevede la rimozione dell’obbligo di rinuncia alla cittadinanza di origine, come stabilito da un’Istanza d’Arengo approvata. Nonostante il testo fosse arrivato in aula senza voti contrari in commissione e con una relazione unitaria, il confronto è stato ampio e partecipato, data la delicatezza del tema. Sono emerse contrarietà, come quelle ribadite da Maria Luisa e Gian Nicola Berti e perplessità — espresse da Gaetano Troina di Domani Motus Liberi — legate alla disparità che si verrebbe a creare rispetto a chi, in passato, ha già rinunciato alla cittadinanza di origine per ottenere quella sammarinese. Qualche riserva anche da Rf soprattutto per l'assenza di valutazioni d'impatto. Sostegno, invece da Rete e – lato maggioranza – dal Pdcs e soprattutto da Libera e Psd, che hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal Segretario agli Interni Andrea Belluzzi.






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