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"Piano parallelo": Rete e Dml chiedono la convocazione d'urgenza del Consiglio

Il movimento di Zonzini e Santi esprime sostegno alla magistratura, esorta le istituzioni a fare squadra e chiede di conoscere gli intendimenti del governo rispetto alle 'voci' sulla contrarietà della Bulgaria all'Accordo tra San Marino e Ue

di Luca Salvatori
9 feb 2026

I partiti di opposizione Rete e Domani Motus Liberi, in mattinata hanno consegnato alla Reggenza, quasi in contemporanea, ma separatamente, due richieste per la convocazione urgente del Consiglio Grande e Generale, in relazione ai fatti collegati alla tentata scalata a Banca di San Marino e in particolare sul piano parallelo ordito – come affermato dal Comunicato del Dirigente Canzio - “con il supporto di vari personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari”.

In una conferenza stampa a Palazzo Pubblico, dopo l'incontro con la Reggenza, il Segretario di Rete Giovanni Zonzini e il capogruppo Emanuele Santi, hanno espresso forte preoccupazione per l'eccezionalità della situazione che ha condotto la magistratura ad ipotizzare il reato di attentato contro l'integrità e la libertà della Repubblica, che, se accertato, prevede la prigionia da 14 a 24 anni. Rete ha espresso pieno sostegno all'azione dell'Autorità Giudiziaria auspicando che proceda celermente e che tutte le istituzioni facciano squadra. “Vogliamo sapere – dichiara Giovanni Zonzini – che cosa il Governo sta facendo per tutelare gli interessi strategici della Repubblica, per garantire la buona riuscita dell'Accordo di Associazione con l'Unione Europea; e se queste voci relativamente alle nuove posizioni del Governo bulgaro, e di altri non meglio identificati governi europei, sono vere o false, ed anche cosa intenda fare il nostro governo in merito”.

Sempre dall'opposizione, intanto, Repubblica Futura - riferisce il coordinatore Marco Podeschi - riunirà domani sera il coordinamento per valutare tutte le iniziative più opportune sulla vicenda, pur criticando quella che definisce l'assoluta latitanza del Congresso di Stato, già sottolineata nel comunicato diffuso il 6 febbraio.





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