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Stop al contributo sulla Smac per i profughi ucraini, al lavoro per accogliere anche i palestinesi

Si tratta di una normale evoluzione delle misure, spiega il Segretario agli Esteri. È venuta meno "l'emergenza a cui era legato il contributo Smac straordinario"

di Mauro Torresi
15 gen 2026
Nel servizio l'intervista Luca Beccari (segretario di Stato Esteri)
Nel servizio l'intervista Luca Beccari (segretario di Stato Esteri)

Dal primo febbraio 2026 niente più contributo mensile a fondo perduto sulla Smac per i profughi ucraini a San Marino. Una misura introdotta già dal 2022 - anno di scoppio della guerra e relativa accoglienza sul Titano – e ridotta nel corso del tempo, fino agli attuali 50 euro al mese per ogni adulto titolare del permesso di soggiorno provvisorio e 25 euro per ogni minore.

Una decisione già annunciata e formalizzata con una recente delibera del Congresso. Già in Commissione Esteri, a novembre, il segretario Luca Beccari aveva garantito il rinnovo dei permessi per tutto il 2026, ma accompagnando i rifugiati “verso forme di auto-sostentamento”.

"È un'evoluzione - dichiara Beccari - del sistema di accoglienza: col tempo abbiamo adattato le varie misure alla dinamica dei flussi. Anche in considerazione del fatto che molti svolgono un'attività lavorativa, crediamo venga meno l'emergenza a cui era legato il contributo Smac straordinario, così come straordinario è il permesso".

Sempre a novembre 2025 erano 86 i rifugiati, in gran parte donne e bambini. C'è poi chi, soprattutto gli uomini, è riuscito a trovare un lavoro e quindi non riceve il contributo. Numeri minori, oggi, rispetto alle 450 persone totali accolte in Repubblica dall'inizio del conflitto.

In parallelo, ci si prepara a ospitare i profughi palestinesi. In ratifica, nella prossima seduta del Consiglio, il relativo decreto che prevede massimo 30 ingressi temporanei, con assistenza sanitaria e istruzione gratuite e la possibilità di lavorare. Anche in questo caso, verrà previsto il contributo Smac.

"L'idea - afferma Beccari - è di utilizzare, più o meno, lo stesso impianto (dell'accoglienza agli ucraini, nda), anche se sarà riferito a un numero di soggetti molto basso" e realizzato "attraverso corridoi umanitari e l'individuazione di persone con caratteristiche per poter venire a San Marino".

Nel servizio l'intervista Luca Beccari (segretario di Stato Esteri)





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