Dal primo febbraio 2026 niente più contributo mensile a fondo perduto sulla Smac per i profughi ucraini a San Marino. Una misura introdotta già dal 2022 - anno di scoppio della guerra e relativa accoglienza sul Titano – e ridotta nel corso del tempo, fino agli attuali 50 euro al mese per ogni adulto titolare del permesso di soggiorno provvisorio e 25 euro per ogni minore.
Una decisione già annunciata e formalizzata con una recente delibera del Congresso. Già in Commissione Esteri, a novembre, il segretario Luca Beccari aveva garantito il rinnovo dei permessi per tutto il 2026, ma accompagnando i rifugiati “verso forme di auto-sostentamento”.
"È un'evoluzione - dichiara Beccari - del sistema di accoglienza: col tempo abbiamo adattato le varie misure alla dinamica dei flussi. Anche in considerazione del fatto che molti svolgono un'attività lavorativa, crediamo venga meno l'emergenza a cui era legato il contributo Smac straordinario, così come straordinario è il permesso".
Sempre a novembre 2025 erano 86 i rifugiati, in gran parte donne e bambini. C'è poi chi, soprattutto gli uomini, è riuscito a trovare un lavoro e quindi non riceve il contributo. Numeri minori, oggi, rispetto alle 450 persone totali accolte in Repubblica dall'inizio del conflitto.
In parallelo, ci si prepara a ospitare i profughi palestinesi. In ratifica, nella prossima seduta del Consiglio, il relativo decreto che prevede massimo 30 ingressi temporanei, con assistenza sanitaria e istruzione gratuite e la possibilità di lavorare. Anche in questo caso, verrà previsto il contributo Smac.
"L'idea - afferma Beccari - è di utilizzare, più o meno, lo stesso impianto (dell'accoglienza agli ucraini, nda), anche se sarà riferito a un numero di soggetti molto basso" e realizzato "attraverso corridoi umanitari e l'individuazione di persone con caratteristiche per poter venire a San Marino".
Nel servizio l'intervista Luca Beccari (segretario di Stato Esteri)