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60 anni di nessuno mi può giudicare

Una carriera musicale durata circa dieci anni e poi la scelta di fare la talent scout di Caterna Caselli

di Roberto Bagazzoli
28 feb 2026
Immagine da il Resto del Carlino
Immagine da il Resto del Carlino

Caterina Caselli è diventata un’icona della musica italiana e le sue canzoni ci hanno sempre fatto emozionare. ieri sera a Sanremo ha ricevuto il premio alla carriera.

La ricordiamo e non solo oggi anche per il suo immenso contributo come discografica e per aver fatto strada in un settore che, tutto sommato, era dominato da uomini.

Ritiratasi dalle scene nel 1975 – tra l’altro con un 33 giri e un programma tutto suo intitolati Una grande emozione – si è infatti poi esclusivamente dedicata all’attività di talent scout e di produttrice.

Le sue canzoni, le canzoni di “Casco d’oro”, non le dimenticheremo mai, ma soprattutto la sua grinta e la capacità di reinventarsi e diventare tra le prime donne a dirigere una casa discografica.

La sua notorietà arriva nel 1966, quando partecipa al Festival di Sanremo con Nessuno mi può giudicare, che resta al primo posto della classifica per 11 settimane consecutive, tanto che sull’onda del successo discografico il regista Ettore Maria Fizzarotti la chiama per girare l’omonima pellicola sentimentale, con Laura Efrikian, Nino Taranto e Gino Bramieri.

La Caselli trionfa poi al Festivalbar con Perdono, mentre l’anno dopo escono il suo primo 33 giri intitolato Caterina meets the We Five, compilation dei suoi primi tre 45 giri, e il 33 giri tutto suo intitolato Casco d’oro, dove inserisce 

È la pioggia che va dei Rokes e Puoi farmi piangere, versione italiana di I put a spell on you, brano d’esordio degli Alan Price Set.

Una fervida carriera, insomma, in cui Caterina lancia canzoni di successo ancora oggi amatissime da tutti (tra queste anche Insieme a te non ci sto più di Paolo Conte), ma nel 1975 decide di ritirarsi dalla scene reinventandosi manager di successo.

Nel 1977 fondò una propria casa discografica, la Ascolto, con cui inizia a lanciare nuovi talenti: Bertoli, Franco Fanigliulo, Faust’O, Area, Mauro Pagani e Gian Piero Alloisio.

Con la chiusura dell’etichetta, alla fine del ’82, la Caselli continua l’attività di discografica alla CGD e successivamente entra a far parte del management della casa discografica del gruppo Sugar, la Sugar Music.

A lei si deve la scoperta di talenti del calibro di Giuni Russo, Enrico Ruggieri, Fiorella Mannoia, Paolo Vallesi, Andrea Bocelli, Gerardina Trovato, Filippa Giordano, gli Avion Travel, i Gazosa, Elisa, i Negramaro, Malika Ayane, Raphael Gualazzi, Baccini, Arisa, Madame e Giovanni Caccamo.





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