A Copenhagen si è stanchi del virtuale e si vuole tornare a guardarsi negli occhi mentre si cena. Inoltre, sono troppi i single in giro per la capitale danese che cenano da soli.
Da qui la nascita di questa nuova tendenza. Alle 17.30 ci si ritrova attorno alla chiesa del quartiere Vesterbro, a Copenhagen, per partecipare alla “faellesspisning”, una cena comunitaria.
Si tiene in quello che un tempo era un luogo di culto, ma che oggi viene definito “Absalon“: un luogo di grande socialità e connessione reale tra le persone.
Nel 2014, infatti, il Ministero della Cultura fece chiudere varie chiese cittadine che furono vendute per 10 milioni di corone danesi a Lennart Lajboschitz, il proprietario della catena Flying Tiger Copenhagen.
Invece di aprirci altri punti vendita, questi ha creato una folkehus, cioè una casa del popolo, in cui tenere varie attività per la comunità. Qui 200 persone ogni sera si danno appuntamento per cenare insieme, il tutto per 8 euro, dal lunedì al venerdì, e 13 euro il weekend.
Non si tratta, quindi, di un ristorante, ma piuttosto di una mensa popolare per combattere la solitudine nelle grandi città. Si sta seduti nella navata principale, ma al posto dell’altare c’è un palco.
Infatti, sono tanti gli eventi che si susseguono durante la settimana, circa 60: lezioni di yoga, workshop di vario genere, partire a carte e a bingo, mercatini, spettacoli e molto altro ancora.
Questo tipo di iniziativa esisteva già nel 1859, ma si è affermata solo dopo la pandemia, diventando con il tempo un punto fermo della città. Altre cene comunitarie sono a Kanalhuset, che ha aperto dopo la pandemia ed è affacciato sul canale di Christianshavn.
È un progetto sempre dello stesso proprietario, ma per un target più elevato. Si tratta, infatti, di un boutique hotel, con una dozzina di camere e appartamenti, arredati con pezzi d’epoca accuratamente selezionati da mercatini, aste e collezioni private. L’edificio è una bellissima e imponente costruzione del 1754.