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Il più antico strumento in legno

Nel sito di Marathousa 1, sono emersi i più antichi strumenti portatili in legno mai rinvenuti.

di Roberto Bagazzoli
10 feb 2026
Immagina dal sito rivista natura
Immagina dal sito rivista natura

Per decenni abbiamo chiamato “Età della Pietra” un periodo che, a ben vedere, racconta solo una parte della storia. La scoperta avvenuta nel sud della Grecia, all’interno di una miniera di lignite, costringe oggi archeologi e studiosi a rivedere radicalmente questa narrazione.

Qui, nel sito di Marathousa 1, sono emersi i più antichi strumenti portatili in legno mai rinvenuti, datati a circa 430.000 anni fa. Un balzo indietro nel tempo di almeno 40.000 anni rispetto a quanto si credeva finora.

La scoperta dimostra in modo concreto che il legno, materiale fragile e raramente conservato, era già una risorsa tecnologica fondamentale per i nostri antenati, anche se la sua importanza è stata a lungo oscurata dalla resistenza quasi eterna della pietra. 

Il contesto in cui sono stati ritrovati questi strumenti è straordinario. Il sito di Marathousa 1 si trova nel bacino di Megalopoli ed è stato individuato nel 2013 grazie all’attività estrattiva della miniera a cielo aperto.

Proprio l’escavazione ha permesso di raggiungere strati di sedimenti che, in condizioni normali, sarebbero rimasti sepolti per sempre. Tra il 2013 e il 2019, gli scavi hanno restituito una scena di vita preistorica sorprendentemente dettagliata: lo scheletro quasi completo di un elefante dalle zanne dritte (Palaeoloxodon antiquus), con evidenti segni di macellazione, affiancato da resti di ippopotami, tartarughe, uccelli e oltre 2.000 strumenti litici.

Tutti elementi che raccontano di un antico ambiente lacustre, ricco di risorse e frequentato a lungo da gruppi di ominini.





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