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43 capolavori per l'Italia agli Europei di nuoto, la Gran Bretagna vince il medagliere per un solo oro in più

La Gran Bretagna strappa all'ultimo il primo posto nel medagliere degli Europei di nuoto all'Italia, che comunque chiude con il maggior numero di podi - 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi - e tanti spunti positivi.

di Alessandro Ciacci
17 ago 2026
Foto:  @FINOfficial_ |DBM
Foto: @FINOfficial_ |DBM

E alla fine poco conta se la Gran Bretagna, all'ultimo guizzo, si è presa la medaglia d'oro che vale il primo posto nel medagliere. L'Europeo di nuoto dell'Italia si chiude comunque nel migliore dei modi: 13 ori, 15 argenti e 15 bronzi per un totale di 43 medaglie. Nessuno ha fatto come gli Azzurri in termini di podi, nemmeno i britannici che hanno totalizzato 26 medaglie complessive con un solo primo posto in più. Due settimane che hanno confermato la crescita esponenziale dell'Italnuoto che sta vivendo la sua “generazione d'oro”. Non solo in vasca – dove sono arrivate 20 medaglie – ma anche nel nuoto artistico, nel fondo e nei tuffi.

Sono in diversi a prendersi la copertina a Parigi: menzione d'onore per Simona Quadarella, autrice di uno straordinario “triplete d'oro” nei 400, negli 800 e nei 1500 stile. La romana si è confermata e consacrata come regina d'Europa nel mezzofondo mentre il pubblico e gli appassionati hanno finalmente conosciuto Sara Curtis, prossimo talento generazionale. A 20 anni ancora da compiere, la piemontese diventa l'atleta italiana più medagliata della storia in una singola edizione degli Europei: 5 metalli, l'ultimo – in ordine di tempo – il bronzo nei 50 stile. A questi straordinari risultati si aggiungono i due record del mondo nei 50 dorso, ritoccato a distanza di 24 ore. Tra i protagonisti negli ultimi giorni di gara c'è anche Nicolò Martinenghi, protagonista del Ferragosto “di fuoco” assieme all'amico-rivale Simone Cerasuolo. I due hanno regalato all'Italia una splendida doppietta oro-argento nei 50 rana. Per Martinenghi bis dopo il titolo continentale conquistato anche nei 100.

In una spedizione trionfale c'è stato spazio anche per un piccolo rimpianto, anzi due: i due argenti di Benedetta Pilato e Thomas Ceccon nell'ultimo giorno di gara. Entrambi partiti con i favori del pronostico – rispettivamente nei 50 rana e nei 100 dorso – ed entrambi battuti per un solo centesimo. 29'94 per la Pilato contro il 29'93 dell'eterna lituana Meilutytè, 52'28 per Ceccon contro il 52'27 del greco Christou. Due secondi posti amari, amarissimi che – se trasformati in oro – sarebbero valsi all'Italia il primo posto nel medagliere. Ma poco cambia: gli Azzurri lasciano Parigi con la consapevolezza di essere entrati prepotentemente nel gotha del nuoto europeo e non solo.





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