Se gliel'avessero detto qualche mese fa, si sarebbe messa a ridere, se gliel'avessero detto ieri, comunque l'avrebbe reputato impossibile, oggi è realtà. Federica Brignone completa uno dei ritorni più clamorosi della storia dello sci e vince l'oro olimpico nel supergigante, a Cortina. Nella sua gara, a suo modo, arriva il primo titolo di campionessa dei Giochi, l'unico alloro che ancora le mancava, lei che ha aveva già vinto due Coppe del mondo generali (ne è tuttora detentrice), cinque coppe di specialità e due ori mondiali, oltre a un argento e un bronzo olimpico.
Dieci mesi fa, messa in bacheca la seconda Coppa del mondo, una brutta caduta ai Campionati italiani le procurava il peggior infortunio della carriera. La diagnosi fu terribile: frattura scomposta pluriframmentaria di piatto tibiale e testa del perone, rottura del crociato anteriore, nel momento migliore, a meno di un anno dalle Olimpiadi di casa. Sotto traccia, senza troppi annunci sul proprio percorso, cominciò subito il recupero, con la speranza di esserci comunque. Un ritorno alle gare incerto fino all'ultimo, anche dopo la nomina a portabandiera olimpica dell'Italia, ma concretizzatosi giusto in tempo per esserci.
Presa confidenza con l'Olimpia grazie alla gara di discesa libera, in superG non ha sbagliato, su una tracciatura complessissima che ha mandato fuori pista diverse principali rivali, a cominciare dalle tre medagliate dell'altra gara di velocità: Breezy Johnson, alla terza curva, Emma Aicher a metà pista e Sofia Goggia, che al secondo intermedio era avanti di oltre 6 decimi e poi ha commesso un triplo errore. Alle spalle di Brignone è rimasta a lungo Laura Pirovano, prima di essere spinta al quinto posto, un centesimo davanti a Elena Curtoni. L'argento è andato alla Francese Romane Miradoli, il bronzo all'austriaca Cornelia Huetter.
Già leggendaria di per sé, la vittoria dell'azzurra è stata ancora più speciale, in quanto arrivata di fronte al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che era sul parterre a osservare la gara insieme alla presidente del Comitato olimpico internazionale, Kirsty Coventry, e poi l'ha anche voluta abbracciare. "Ho pensato a sciare, a fare il massimo, ma non pensavo di poter vincere - ha commentato Brignone a fine gara -. 'O la va o la spacca', mi sono detta. Ce l'ho fatta perché non mi mancava, sapevo che era qualcosa di più, ero tranquilla, mi valutavo outsider, sapevo di aver già fatto tanto".