Un messaggio breve, intenso, carico di gratitudine. Eppure sufficiente a scuotere il mondo del tennis. Con un post pubblicato su Instagram, Carlos Alcaraz ha annunciato la separazione da Juan Carlos Ferrero, l’uomo che più di chiunque altro ne ha accompagnato l’ascesa fino al tetto del mondo. Un autentico fulmine a ciel sereno, arrivato a distanza di appena una settimana dall’incoronazione di Ferrero come coach dell’anno. Si chiude uno dei sodalizi più vincenti e longevi del tennis moderno: quello tra il campione murciano e Juanki, vincitore del Roland Garros 2003 e mentore di Alcaraz fin da quando “Carlitos” era poco più di un ragazzino cresciuto all’interno della sua Academy. Sotto la guida di Ferrero, Alcaraz ha bruciato le tappe come nessuno prima di lui: più giovane numero uno della storia, 24 titoli ATP in bacheca e sei Slam già conquistati — due Roland Garros, due Wimbledon e due US Open.
Numeri che raccontano un percorso straordinario, costruito giorno dopo giorno su un’intesa tecnica e umana rarissima. Dalle parole utilizzate dal numero uno del mondo traspare però serenità, non frattura. Un addio senza strascichi, almeno in apparenza. Resta ora l’interrogativo sul futuro. Chi raccoglierà l’eredità di Ferrero in un momento così delicato della carriera del fuoriclasse spagnolo? Le prime indiscrezioni parlano di Samuel Lopez al fianco di Alcaraz nel viaggio verso l’Australia, in vista del primo Slam stagionale.