Flavio Cobolli indossa i panni del gladiatore e diventa “Il Gladiatore di Bologna”. L'esultanza a fine match contro Zizou Bergs basta per raccontare uno dei match più incredibili nella storia della Coppa Davis che alla fine premia l'Italia, per la prima volta nella storia alla terza finale consecutiva. Gli azzurri superano il Belgio nei due singolari, il più emozionante è quello del 23enne nato a Firenze ma romano d'adozione. Un primo set autoritario – chiuso sul 6-3 – sembra lasciar presagire una partita facile, ma nel secondo Bergs rientra e lotta con tutte le sue forze portandolo a casa 7-6 al tie-break. E' il terzo e decisivo parziale a consegnare questa sfida alla leggenda: l'equilibrio porta ancora una volta Flavio e Zizou al tie-break. Qui Cobolli e Bergs si scambiano colpi di altissimo livello, commettono anche errori ingenui e annullano match point come se non ci fosse un domani. Cinque falliti dall'azzurro, sette dal belga. Alla fine la spunta Cobolli con un clamoroso 17-15 dopo 98 minuti di set, 3 ore e 7 di partita. E' il sesto tie-break più lungo di sempre nella storia della Coppa Davis, è il punto del 2-0 che porta l'Italia all'ultimo atto.
Prima aveva avuto sicuramente più vita facile Matteo Berrettini contro Collignon. L'azzurro tiene fede al suo appellativo - “The Hammer” , il martello – e, soprattutto nel primo set, concede poco o niente all'avversario: per l'esattezza sette punti. Per il resto break immediato, ritmo altissimo e 6-3 in poco più di mezz'ora. Nel secondo Collignon tenta una reazione ma – come nei suoi giorni migliori – Berrettini si affida al servizio, piazza un altro break decisivo e chiude 6-4. Anche senza Sinner e Musetti, il capitano Filippo Volandri può contare su giocatori di altissimo livello e soprattutto su uomini – sportivamente parlando - “pronti alla morte”, come recita l'inno di Mameli cantato a squarciagola dagli oltre 10mila di Bologna.