L'aveva detto per tutto il quadriennio precedente i Giochi, alla fine ha mantenuto la promessa fatta: con una quarta frazione eccezionale, Federico Pellegrino ha completato il grande lavoro fatto da Davide Graz, Elia Barp e Michele Carollo nelle prime tre e ha portato all'Italia una medaglia olimpica di squadra nello sci di fondo, il bronzo. Nella staffetta maschile, gli azzurri seguono i norvegesi da record e la Francia, al terzo argento in queste Olimpiadi, riprendendosi il podio 20 anni dopo l'ultima volta.
Dall'Italia all'Italia, da Torino alla Val di Fiemme, la staffetta si rivela ancora formidabile, lasciando per strada progressivamente tutte le altre contendenti: prima la Svezia, finita a oltre 2 minuti, poi gli Stati Uniti, il Canada e infine la Finlandia. Graz e Barb hanno chiuso le prime due frazioni, quelle a tecnica classica, in terza posizione e nel pieno di un gruppo a sei in lotta per le medaglie. Poi la Norvegia ha fatto il vuoto, la Francia l'ha inseguita, mantenendosi sempre attorno ai 13 secondi di distacco, e Carollo, nel tentativo di rimanere a contatto con i transalpini nella prima a tecnica libera, ha spinto troppo, chiudendo la terza frazione al quarto posto, a 21 secondi dalla Finlandia.
In quella finale, però, l'Italia schierava Pellegrino, all'ultima Olimpiade della carriera, che aveva già riotto di un terzo il distacco sulla prima salita. Rapidamente ha poi ripreso il finlandese Anttola, tenendosi a contatto con lui e staccandolo nel finale, con l'avversario che si è piantato sull'ultima pendenza e chiudendo in gloria. Il successo nella staffetta consente al norvegese Johannes Klaebo di tenere vivi i sogni di en plein in queste Olimpiadi (per il momento sono 4 ori su 4 gare, con due prove ancora da disputare) e lo porta a ben nove titoli olimpici. Il bronzo porta l'Italia a 19 podi, a una sola medaglia dal record di 20 registrato a Lillehammer 1994.